Il termalismo italiano vale 24 mln di presenze e 5 miliardi

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L’Italia è “un unicum al mondo” per varietà di acque termali e numero di stabilimenti, presenti in quasi tutte le regioni. L’assemblea pubblica di Federterme Confindustria si è tenuta a Roma, al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, a un passo dalle Terme di Diocleziano, complesso monumentale costruito in soli otto anni tra il 298 e il 306 d.C. e capace di ospitare fino a 3mila persone contemporaneamente.

Il messaggio di Meloni: 170 Comuni termali e 13 milioni di prestazioni

In apertura il presidente di Federterme, Renzo Iorio, ha letto un messaggio della premier Giorgia Meloni: “i numeri confermano l’importanza del termalismo: un modello unico in Europa, che si articola in 170 Comuni termali e 320 stabilimenti termali diffusi su tutto il territorio nazionale. Un sistema che, attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, garantisce un servizio fondamentale ai cittadini: la medicina termale rappresenta, infatti, un alleato prezioso per la salute, oltre ad essere un esempio di integrazione tra ricerca, prevenzione e cura. Ogni anno vengono erogate circa 13 milioni di prestazioni, in particolare per il trattamento di numerose patologie cronico-degenerative. Il turismo termale continua, inoltre, a crescere anno dopo anno: nel 2025 ha registrato 24 milioni di presenze turistiche, con un fatturato di oltre 5 miliardi di euro e ricadute importanti sulla ristorazione, sull’enogastronomia, sulla cultura”.

Mazzi: “Il wellness è una parola chiave, come longevità”

Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha ricordato che sempre più persone cercano percorsi personalizzati che uniscano salute, prevenzione e benessere. Alle terme, ha detto, “aggiungo sempre la parola ‘wellness’”, che come “longevità” è una parola chiave dell’assemblea. Il ministro ha citato anche il mercato mondiale del wellness, in crescita verso il 2029.

Parlando di un settore che conta 320 stabilimenti in 19 regioni, Mazzi ha aggiunto: “Il 60% della spesa è generata dalla domanda internazionale, questo è molto significativo e importante. Un turista su 2 appartiene alla fascia altospendente, con una spesa media di 256 euro al giorno, 90 euro più rispetto alla media del settore”. Il turismo termale può far crescere l’Italia grazie ai due fattori chiave della fidelizzazione e della destagionalizzazione: “Il turismo termale è capace di costruire una relazione duratura con le destinazioni. Nel 60% dei casi i clienti ripetono l’esperienza, il 78% dei turisti si informa e prenota online mentre il 42% dichiara di essere influenzato dai social network”.

Iorio: “Vivere più a lungo e in buona salute”, ecco il senior housing termale

Per Renzo Iorio, presidente di Federterme, il futuro delle terme si lega alla capacità di rispondere al bisogno di “vivere più a lungo e in buona salute”, mettendo a disposizione esperienza nella cura e nella prevenzione. Tra le prospettive il senior housing termale: piccoli complessi residenziali, anche di 20-30 miniappartamenti indipendenti, per over 65 autosufficienti o parzialmente autosufficienti, con spazi comuni e servizi modulabili.

Caputi e Destro: contratti di filiera e le “quattro D”

Massimo Caputi, presidente di Federturismo ed ex presidente di Federterme, ha indicato come tema fondamentale i contratti di filiera: “le terme non possono essere viste da sole”, perché rappresentano i territori, “anzi ci sono molti territori che se non fossero forniti di terme nessuno saprebbe neanche che esistono”.

Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo, ha chiesto una strategia industriale di medio periodo fondata sulle quattro D: destagionalizzazione, diversificazione, digitalizzazione e dimensione d’impresa. Il termale, ha aggiunto, può distribuire i flussi tutto l’anno e valorizzare destinazioni meno frequentate.

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