Unesco, festeggiano 10 anni i ‘Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato’

Sono trascorsi 10 anni da quando i Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato sono stati inseriti nella lista Patrimonio Unesco e le celebrazioni sono iniziate con un brindisi con il Ministro dell’Agricoltura e il Presidente della Regione Piemonte al Vinitaly di Verona.

Alla manifestazione è stata garantita la presenza del territorio con 2 desk istituzionali dell’Associazione per il Patrimonio UNESCO – in collaborazione con Ente Turismo Langhe Monferrato Roero e Alexala – agenzia turistica locale della Provincia di Alessandria – e una conferenza stampa all’interno del Padiglione della Regione Piemonte. La partecipazione al Vinitaly è stata arricchita da un evento fuori-salone alla Biblioteca Capitolare della città scaligera.
La conferenza è stata un momento importante di racconto di questi dieci anni di appartenenza del territorio al Patrimonio Unesco e di presentazione degli eventi che si stanno preparando per la ricorrenza del Decennale.

I territori identificati che fanno ufficialmente parte dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte sono 6:

• La Langa del Barolo
È l’area che si colloca nell’estremo lembo Nord – Occidentale del sistema collinare delle Langhe e che si estende per oltre 3000 ettari di territori fulcro della produzione del vino Barolo. I comuni della “Langa del Barolo” sono: Barolo, Castiglione Falletto, Diano d’Alba, La Morra, Monforte d’Alba, Novello e Serralunga d’Alba. Il pregio internazionale del vino Barolo non si lega esclusivamente all’unicità del suo ciclo produttivo, ma deve la sua fama anche da una lunga tradizione storica che gli valse, nel corso del XIX secolo, il titolo di ambasciatore della Casa Reale dei Savoia nelle corti d’Europa.

• Il Castello di Grinzane Cavour
Un luogo unico per la storia della viticoltura piemontese. Qui nel XIX secolo, il castello divenne proprietà di Camillo Benso Conte di Cavour che ne curò personalmente le sperimentazioni sulla qualità della produzione vinicola che diede successivamente vita ai principali vini rossi piemontesi. Il castello, le cui origini sono avvolte nel mistero, svetta su un poggio tra il comune di Diano d’Alba e la valle del fiume Talloria, svetta nel borgo di Grinzane Cavour. Secondo molti storici la costruzione del nucleo originale, costituito dalla torre centrale a base quadrata, risalirebbe al XIV secolo. Attualmente il castello ospita l’Enoteca Regionale del Piemonte e uno dei più completi musei etnografici di tradizione vitivinicola della regione.

• Le Colline del Barbaresco
Il comune di Barbaresco, insieme a Neive, è uno dei principali attori del sistema produttivo culturale e paesaggistico dell’omonimo vino docg. Vanta una posizione strategica che lo rese un luogo ambito e conteso per secoli e la svettante torre del suo castello medioevale, alta 36 metri, è un caratteristico e rinomato riferimento visivo per tutta la zona.

• Nizza Monferrato e il Barbera
La città di Nizza Monferrato è considerata la capitale della zona di produzione e commercializzazione del Barbera, data anche la sua posizione strategica tra le provincie di asti e Alessandria. Il vitigno Barbera è una varietà coltivata da oltre 500 anni in Piemonte. All’interno del distretto sono presenti numerose testimonianze legate alla cultura contadina e del vino, tra cui il Museo delle Contadinerie e delle Stampe Antiche Bersano, fatto costruire a metà del secolo scorso da Arturo Bersano, storico produttore della zona.

• Canelli e l’Asti spumante
Un’area sempre dedita alla sperimentazione e al continuo miglioramento delle tecniche di coltivazione e lavorazione del vitigno Moscato Bianco, il cui centro principale è Canelli, comune di impianto medioevale la cui architettura è un esempio della capacità di adeguamento dei luoghi secondo le esigenze del ciclo produttivo vitivinicolo. È a Canelli che nella seconda metà dell’Ottocento si avviarono le prime spumantiere, ampi luoghi sotterranei dalle carateristiche volte con mattoni a vista e conosciute anche come le “Cattedrali Sotteranee”.

• Il Monferrato degli Infernot
Gli otto centri urbani compresi in quest’area sono caratterizzati dall’uso della cosiddetta Pietra da Cantoni, un minerale arenario che ha avuto un ruolo fondamentale per la nascita degli Infernot, strutture costruite al disotto delle abitazioni, vere e proprie opere d’arte architettoniche scavate nella roccia, utilizzate per l’alloggiamento delle bottiglie. La tecnica di costruzione degli Infernot rappresenta una delle miglior testimonianze del ‘saper fare’ di quest’area che viene raccontata nell’ecomuseo dedicato alla lavorazione della “Pietra da Cantoni” che si trova nel comune di Cella Monte.

https://www.paesaggivitivinicoliunesco.it/

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