Catania chiude, anzi no. Ma i disagi proseguono
29 Settembre 2026, 11:38
ANSA/ORIETTA SCARDINO
E’ durato poco più di mezz’ora, stamattina, lo stop ai voli all’aeroporto di Catania che è già tornato pienamente operativo. A seguito del passaggio dello stato di allerta volo da rosso ad arancione, infatti, sono ripristinati arrivi e partenze, con effetto immediato. Nell’ultimo Vona sull’attività dell’Etna, emesso dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania, si segnala una “debole emissione di cenere vulcanica” dal cratere di Nord-Est che produce una “nube di cenere diluita”.
La chiusura dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania, seppur breve, ha provocato disagi ai passeggeri. Due voli in arrivo da Roma Fiumicino, uno di Ita Airways e l’altro di Ryanair, sono stati cancellati e di altri 12 dirottati: 10 a Palermo e uno ciascuno a Comiso e Trapani. Il mancato arrivo delle aeromobili ha comportato dei disagi anche nelle partenze con 12 voli cancellati e due operati a Palermo: il Volotea per Olbia e il Lufthansa per Monaco. Inevitabili i ritardi negli atterraggi e nei decolli. La Sac invita i passeggeri a “verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto”.
L’aeroporto aveva riaperto ieri sera dopo quasi tre giorni di stop, dalla prima mattinata di sabato scorso. Giorni di forti disagi per i passeggeri per una chiusura che ha messo sotto stress anche gli altri scali siciliani: Palermo, Trapani e Comiso sui quali sono dirottati molti dei voli previsti. Al Falcone Borsellino sono stati circa 70 al giorno quelli arrivati dal Vincenzo Bellini per un totale di oltre 10mila passeggeri in più da gestire. Che sono diventate anche oltre 10mila persone da trasferire nello scalo di destinazione originaria. E racconti di disagi e rabbia hanno attraversato i social tra chi ha denunciato “di essere stato abbandonato”, “l’impossibilità di trovare un’auto da noleggiare”, “prezzi fuori mercato per trasferimenti” e la scesa in campo di tassisti abusivi.
Per l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò la Regione, “preso atto che alcuni vettori non hanno provveduto direttamente a garantire il trasporto dei propri passeggeri fino alla destinazione finale si è assunta questo onere, organizzando un articolato servizio di collegamento dagli aeroporti interessati”. E ha spiegato come: “con Trenitalia è stata incrementata l’offerta ferroviaria: 1.814 posti in più sabato (+58%), 800 domenica (+44%) e 2.719 oggi (+86%), per un totale di oltre 5.300 posti, con un aumento medio dell’offerta pari a circa il 63%”. E in più, ha aggiunto, “oltre cento pullman, con capienza compresa tra 50 e 80 posti”.
Dasl canto suo, la Sac ha fatto sapere di essere “impegnata nel garantire la continuità delle operazioni in costante coordinamento con Enac, Regione, Protezione civile e gli altri operatori del sistema aeroportuale dell’isola” per “rendere più efficace la risposta alle situazioni di crisi” mentre l’Associazione Codici ha attivato i propri sportelli per fornire assistenza ai passeggeri alle prese con le cancellazioni e i dirottamenti dei voli programmati sull’aeroporto di Catania. Per il presidente Manfredi Zammataro, “la rete aeroportuale siciliana deve essere più funzionale e in grado di rispondere tempestivamente ed efficacemente a un’eruzione dell’Etna”. “Bisogna prevedere il dirottamento delle partenze e degli arrivi su altri scali regionali, assicurare collegamenti tempestivi con altri aeroporti per alleviare il più possibile i disagi dei passeggeri – conclude – Non che ciò in parte già non avvenga, ma bisogna rendere queste procedure strutturali, non una risposta ad un’emergenza che emergenza non è più”.
E dal presidente di CNA Sicilia, Filippo Scivoli, arriva un appello accorato per la continuità territoriale e la tutela del sistema economico siciliano. “Non possiamo chiedere alle nostre PMI di investire sui mercati esteri se poi non hanno la certezza di poter raggiungere un cliente o di far arrivare un campione in tempo utile. L’aeroporto di Catania non è solo uno scalo, è la porta d’accesso principale per merci e persone della Sicilia orientale e centrale. Per questo, chiediamo con forza che venga istituito un tavolo di crisi permanente che coinvolga ENAC, SAC, Regione Siciliana, Protezione Civile e associazioni di categoria. Serve un piano di emergenza dell’aeroporto Fontanarossa che non si limiti a gestire l’ordinaria amministrazione, ma che preveda misure straordinarie per fronteggiare i periodi di chiusura causati dall’eruzione del vulcano”.
L’AIAV, la principale associazione nazionale di agenzie di viaggio, si unisce all’appello del presidente di CNA Sicilia, e anzi rilancia la proposta di attribuire all’aeroporto di Comiso un ruolo strutturale e strategico nel sistema aeroportuale della Sicilia orientale.