Catania riapre ma Sac chiede sinergia scali siciliani per emergenza Etna

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Code e disagi all'aeroporto internazionale di Catania che, con la chiusura di due spazi aerei attorno al vulcano, il C1 e il B3, ha portato alla sospensione delle attività di volo, in arrivo e in partenza. Catania, 15 settembre 2026, ANSA/ORIETTA SCARDINO


L’aeroporto di Catania è tornato operativo ieri sera con la riapertura degli spazi aerei C1 e B3 che erano stati chiusi per l’eruzione in corso sull’Etna. E mentre gli aerei tornano a posizionarsi su Fontanarossa, la Sac chiede un coordinamento regionale strutturato orientato a gestire gli effetti delle situazioni di crisi sul sistema aeroportuale in Sicilia secondo una logica di rete, potenziando il rapporto di sinergia già esistente con l’assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità e la Protezione Civile “con l’obiettivo di rendere più rapido ed efficace il raccordo tra le varie competenze, assicurando informazioni condivise e strumenti operativi in grado di garantire una risposta integrata in caso di emergenza”.

Proposta che la società guidata da Nico Torrisi ha avanzato al tavolo convocato a Roma dall’Enac per il riesame della gestione delle situazioni di emergenza che hanno interessato il sistema aeroportuale siciliano durante la stagione estiva 2026, caratterizzata dalla persistente attività eruttiva dell’Etna e dalle conseguenti limitazioni dell’operatività dell’aeroporto di Catania.

“L’esperienza di questa estate ha evidenziato che una crisi che interessa Catania produce effetti sull’intero sistema regionale e deve quindi essere affrontata con una visione di rete – dicono la presidente Anna Quattrone, e l’amministratore delegato Nico Torrisi della Sac – Ogni aeroporto mantiene naturalmente le proprie responsabilità e capacità operative ma occorre disporre di un quadro comune che permetta di conoscere in tempo utile quali capacità siano realmente disponibili e quali azioni possano essere attivate”.

Per i vertici di Sac “il punto non è creare nuove sovrapposizioni decisionali ma rendere più rapido ed efficace il raccordo tra competenze già esistenti, a partire dalla collaborazione con l’assessorato regionale e la Protezione Civile, che si è confermato fondamentale nella gestione dell’emergenza estiva”.

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