Harry devasta la Sicilia: dalle coste ai siti archeologici


Dopo il passaggio del ciclone Harry in Sicilia inizia la conta dei danni. “Alla luce dei violenti fenomeni meteorologici che negli ultimi giorni hanno colpito duramente la Sicilia – annuncia l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – ho chiesto una ricognizione rapida e puntuale dei danni nei luoghi della cultura e nei siti archeologici dell’Isola. Parallelamente ho disposto che, laddove possibile, sia garantita, una volta superata l’emergenza, la continuità delle aperture e dei percorsi di visita, intervenendo in maniera tempestiva per il ripristino delle strutture danneggiate, così da assicurare il regolare svolgimento di attività ed eventi. Nel caso in cui risultassero conseguenze rilevanti per i siti culturali – conclude Scarpinato – ci attiveremo immediatamente, una volta completata la quantificazione, per predisporre un intervento straordinario destinato a riparare i danni e a tutelare il nostro patrimonio culturale”.

Il passaggio del ciclone Harry ha inferto un colpo durissimo alle imprese balneari della costa orientale siciliana. Le mareggiate eccezionali che hanno colpito il litorale hanno devastato stabilimenti, danneggiato gravemente le infrastrutture e compromesso attrezzature che rappresentano il frutto di anni di investimenti e lavoro da parte degli imprenditori del settore. Per questo la CNA Balneari Sicilia lancia un appello urgente alle istituzioni. “Ci troviamo di fronte a una doppia emergenza, climatica e normativa, che rischia di mettere in ginocchio un pilastro dell’economia turistica regionale – sottolinea Mario Fazio, presidente di CNA Balneari Sicilia – da un lato, le nostre imprese devono affrontare danni ingenti e l’urgente necessità di ricostruire; dall’altro, vivono nell’incertezza totale sul futuro delle concessioni balneari. Come si può chiedere a un’impresa di investire nella ricostruzione e nella messa in sicurezza, quando non sa se potrà continuare la propria attività domani?”.

“Dopo quanto accaduto negli ultimi giorni – aggiungono il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano – l’Isola è irriconoscibile. Non solo per i danni gravissimi e le devastazioni che hanno colpito in maniera violenta, in particolare le isole minori, il Messinese, il Catanese, il Siracusano e il Ragusano, ma perché intere comunità sono state colpite al cuore, trasformate e in molti casi sfigurate rispetto alla loro conformazione, alla loro identità, al loro rapporto storico con i luoghi”.
L’Associazione dei comuni siciliani “ritiene indispensabile un immediato intervento straordinario dello Stato e della Regione siciliana per sostenere i Comuni colpiti e consentire il ripristino delle condizioni minime di sicurezza e vivibilità – spiegano i vertici – Ma allo stesso tempo Anci Sicilia chiede che si apra una fase nuova, non ordinaria, non emergenziale, ma strategica. Una fase in cui la ricostruzione si accompagni a un profondo ripensamento e a una nuova riprogrammazione, che potrà essere affrontata solo partendo dai sindaci”.

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