sabato, 19 Giugno 2021

Noi albergatori Siracusa rompe con il Comune

“Sospendiamo, a malincuore, ogni tipo di interlocuzione con l’amministrazione comunale di Siracusa e, come abbiamo sempre fatto, da imprenditori indipendenti, affrontiamo la ripartenza unicamente con le nostre energie, la nostra passione, la nostra determinazione e una acquisita consapevolezza: quella di essere soli. E soli ci prenderemo cura della nostra città. Soli continueremo a mettere in atto le azioni per lo sviluppo turistico siracusano”.

E’ quanto si legge in una nota del direttivo di Noi albergatori Siracusa che spiega: “Abbiamo lavorato, creduto, sperato in una collaborazione necessaria, corretta e costruttiva tra governo di città e associazioni datoriali, tutte, per affrontare e superare le difficoltà di questo momento storico straordinariamente complesso e riprogrammare, quindi, il futuro economico. In passato abbiamo dedicato energie e tempo prezioso sperando che il nostro apporto, in termini di competenze e idee, potesse essere positivamente accolto da questa amministrazione comunale a beneficio della principale economia della città. Oggi, purtroppo, non siamo più disponibili a concedere altro tempo per sollecitare chi non vuole ascoltare. Non è una presa di posizione verso il sindaco e i suoi amministratori: è una scelta! Perché – continua ancora la nota – siamo stanchi di rincorrere le persone. Perché non tolleriamo più promesse vane. Perché percepiamo tanta presunzione e ostilità. Perché il tempo e l’impegno a far sentire la nostra voce è stato sprecato. Perché, adesso, il tempo vogliamo e dobbiamo dedicarlo alle nostre aziende, ai nostri dipendenti e alle loro famiglie. Perché, delusi, vogliamo riacquistare il sorriso e dare, finalmente, il benvenuto ai nostri ospiti. Perché dobbiamo dedicare il tempo ai nostri ospiti affinché possano stare bene, in sicurezza e sentirsi a loro agio nelle nostre strutture, cercando magari di compensare le loro delusioni nel vedere una città sporca, trascurata, priva di servizi, disorganizzata e, per certi versi, anacronistica”.

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