Dopo 17 anni il Salinas è interamente fruibile: in mostra anche un carro da Pompei

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Il Museo archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo torna pienamente fruibile, con le sue storiche collezioni e un nuovo ordinamento museografico, dopo un lunghissimo cantiere di restauro e riallestimento. E regala ai visitatori un’opera unica, il carro da Pompei ritrovato nei depositi del museo, parte delle donazioni borboniche di primo ‘800.

Per celebrare la riapertura al pubblico, il Museo Salinas sarà visitabile gratuitamente solo oggi, venerdì 6 novembre. Da questo momento, anche per la data gratuita del 6 novembre, gli ingressi al Salinas andranno sempre prenotati sul sito del gestore dei servizi aggiuntivi www.coopculture.it

“La riapertura completa del Salinas è un risultato atteso da tempo – ha detto all’inaugurazione il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – al quale il mio governo ha contribuito sostenendo gli interventi necessari a riportare in mostra collezioni rimaste per anni nei depositi. È un impegno che dobbiamo anzitutto ai siciliani, perché possano conoscere e apprezzare la ricchezza della propria storia. La prima esposizione del carro da Pompei rende ancora più significativo questo appuntamento e dà il giusto riconoscimento al lavoro di chi lo ha studiato e identificato. Continueremo a investire nei nostri musei, convinti che la cultura debba avere un ruolo sempre più forte nello sviluppo della Sicilia, anche per le opportunità che offre al turismo e all’occupazione”.

“A diciassette anni dall’avvio dei lavori e a dieci dalla riapertura del piano terra, restituire oggi alla piena fruizione i tre piani del Museo Salinas è un grande traguardo per Palermo e per tutta la Sicilia – ha aggiunto l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato –. Tornano accessibili collezioni straordinarie, capaci di raccontare la nostra storia e di richiamare visitatori, studiosi e appassionati da tutto il mondo. Palermo ritrova così uno dei suoi più importanti attrattori culturali, con un’offerta che arricchisce l’esperienza di chi visita la città. Portare a compimento questo percorso significa dare valore al patrimonio e farne una risorsa concreta per la crescita del territorio”.

“Il Salinas non è soltanto un museo, ma un pezzo dell’identità di Palermo e un patrimonio che appartiene all’intera comunità. La riapertura di tutti i suoi spazi rappresenta un’opportunità per rafforzare l’attrattività culturale e turistica della città, richiamare studiosi e visitatori da tutto il mondo e rendere ancora più ricco il percorso culturale del nostro centro storico. È un risultato che conferma quanto investire nella tutela e nella valorizzazione dei nostri beni culturali significhi investire nel futuro di Palermo”, ha concluso il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.

L’ALLESTIMENTO

Oggi i due nuovi piani del Salinas (quasi 5 mila metri quadrati con il piano terra) offrono al visitatore un vivace racconto compiuto tra passato e presente. Al primo piano del Salinas sono i “gioielli di famiglia”, ovvero le collezioni storiche che, sin dall’Ottocento, ne hanno fatto una delle più ragguardevoli istituzioni museali d’Italia. Ecco le donazioni borboniche, con pregevoli statue, vasellame e suppellettili in bronzo dai siti di Pompei e Torre del Greco (fra le novità inedite anche reperti organici, come fichi secchi carbonizzati, granaglie, frammenti di tessuto); l’arte etrusca con monumentali sarcofagi, statue e sfingi della straordinaria Collezione Casuccini (acquistata nel 1866 dal neonato Regno d’Italia per l’allora Museo nazionale di Palermo, sull’onda del sentimento unitario risorgimentale, grazie ai buoni uffici del ministro palermitano Michele Amari); e ancora l’arte egizia e le meraviglie delle “Wunderkammer” e del collezionismo di gesuiti, benedettini e aristocratici siciliani confluiti a inizio Ottocento in quello che era il primo museo pubblico della Sicilia; una sezione di oreficeria con raffinatissimi gioielli delle culture fenicio-punica, greca, romana e bizantina; le collezioni numismatiche – quasi tutte inedite – che ricostruiscono la storia della monetazione in Sicilia, dalle origini e fino all’Ottocento, attraverso le varie culture e dominazioni.

Si prosegue al secondo piano con la narrazione archeologica della Sicilia occidentale e di Palermo con i risultati – sinora mai esposti al pubblico – delle campagne di scavo succedutesi per tutto il Novecento. Una narrazione che fa luce sulla fase preistorica (in mostra una riproduzione dei celeberrimi graffiti dell’Addaura, oggi inaccessibili e databili intorno a 16.000 anni fa), i siti indigeni, la fase fenicio-punica (Marsala, Solunto) e un approfondimento sulla storia medievale di Palermo con una raccolta di ceramiche di fattura arabo-normanna; una sezione è dedicata alla Sicilia occidentale, dall’età tardo-antica al medioevo. Conclude il percorso la spettacolare, aerea, Sala dei Mosaici, con il tetto di cristallo che sfiora l’azzurro del cielo di Palermo e irradia di luce l’intero spazio.

IL CARRO DA POMPEI

La riapertura del Salinas coincide con un’importante novità per il mondo scientifico: viene esposto per la prima volta il carro cerimoniale proveniente dalla Casa di Sallustio a Pompei (I sec. d.C.) e “gemello” di quello ritrovato nel 2021 a Civita Giuliana, il cui rinvenimento e la successiva esposizione hanno consentito alle archeologhe del Salinas, un team di sei professioniste, di attribuire a un carro cerimoniale un corpus di oggetti in bronzo e ferro sino ad allora studiati e mai esposti. Il frutto di uno “scavo” nei magazzini del Salinas, dove giacevano reperti archeologici provenienti dalle donazioni borboniche di inizio Ottocento recuperati grazie a un lungo lavoro di ricerca incrociata tra documenti d’archivio, diari di scavo, registri del museo e soprattutto attente ricognizioni nei depositi.

I SERVIZI

Con la collaborazione di un team di esperti della comunicazione museale, sono stati realizzati al Salinas postazioni multisensoriali per non vedenti e non udenti, pittogrammi per la lettura semplificata, approfondimenti in app (con QR code), una sala immersiva dedicata agli affreschi di Solunto e un’aula didattica, oltre ai servizi museali di bookshop, caffetteria, audioguide. Tutti i piani del Museo Salinas sono accessibili dai visitatori a ridotta mobilità.

INFORMAZIONI

Visite dal martedì al sabato 9-19 (ultimo ingresso ore 18)

Domenica 9-14 (ultimo ingresso ore 13). Lunedì chiusi

Biglietti: intero 10 euro, ridotto 5 euro

SITO: https://parchiarcheologici.regione.sicilia.it/musei/salinas/

Prenotazioni https://www.coopculture.it

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