martedì, 26 Gennaio 2021

Fondazione Sicilia compie 25 anni nel segno del mecenatismo

Un patrimonio artistico di prim’ordine, due importanti siti museali, la promozione del premio letterario Mondello, un’attenzione al teatro e alle tradizioni popolari. Sono le attività messe in atto dalla Fondazione Sicilia nei sui 25 anni di attività. A ricordarli il presidente Raffaele Bonsignore durante l’inaugurazione di una mostra dedicata a Renato Guttuso.     

Bonsignore, che da poco ha preso il posto di Gianni Puglisi, ha ripercorso le tappe dell’itinerario della Fondazione. Nata come Fondazione del Banco di Sicilia, ha assunto a partire dal 1991 un ruolo di interesse pubblico e di utilità sociale. Punti di forza sono Villa Zito, con la sua ricca pinacoteca che raccoglie dipinti tra il Settecento e il Novecento arricchita di recente dall’acquisizione di opere provenienti dalle filiali del Banco di Sicilia, e il cinquecentesco palazzo Branciforte restaurato da Gae Aulenti.

Palazzo Branciforte ospita tra l’altro una raccolta di cinquemila reperti archeologici, i francobolli del Regno delle Due Sicilia e la storica collezione dei pupi siciliani di Giacomo Cuticchio ora esposti in un’ala dell’edificio negli spazi del suggestivo Monte dei pegni.     

La Fondazione si è impegnata anche nell’organizzazione del premio internazionale letterario Mondello come partner del Salone del libro di Torino e del premio teatrale Luigi Pirandello.   
“La nostra vocazione – ha detto Bonsignore – è quella di operare nel campo dell’arte e dei beni culturali, dell’educazione, della ricerca scientifica e dell’ambiente”.    

Puglisi, presidente emerito della Fondazione, ha usato una boutade per definire il ruolo dell’istituzione. “La Sicilia ha bisogno – ha detto – di una rottazione. E lo dico da rottamando. Bisogna immergere l’isola per tre volte nell’Oceano Indiano per essere certi che non sopravviva nessuno e restituirla alle sue bellezze armonizzandola con l’arte e la natura”. 

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