venerdì, 4 Dicembre 2020

Basta fiere, meglio workshop ed educational per la promozione

La partecipazione alle Borse del Turismo è inutile. Ecco perché gli albergatori di Taormina chiedono al governo regionale un cambio di strategia. Secondo Sebastiano De Luca, presidente di Confindustria Alberghi e Turismo Taormina-Messina, “è assolutamente inutile continuare a partecipare alle fiere del turismo, impegnando denaro pubblico perché tali eventi non riescono più, come accadeva in passato, a generare affari per gli operatori, non sono più in grado di favorire il confronto tra domanda ed offerta e non hanno più ragione di esistere.
La questione – spiega De Luca a blogtaormina.it – che si deve porre l’assessorato regionale al Turismo, che deve essere presente comunque agli eventi più importanti con una partecipazione di una sola vetrina di rappresentanza promozionale del territorio, così come le associazioni di categoria, è valutare se vale la pena di investire centinaia di migliaia di euro per partecipare ad un Salone o ad una Borsa che ha come unico risultato quello favorire l’incontro di quegli operatori che si incontrano già a casa propria.
E’ palese che il confronto, l’incontro tra la domanda e l’offerta non si svolge di certo in quelle sedi. Meglio non partecipare. Il bivio è: o scegliere di investire a favore del mercato – quindi per la partecipazione ai workshop veri dove la costruzione dell’evento avviene prima ascoltando le richieste degli operatori, e strutturando di conseguenza i contratti con i buyer – oppure scegliere azioni di posizionamento e visibilità di interesse, in prevalenza all’estero – con la partecipazione alle numerose manifestazioni fieristiche”.

Dello stesso parere anche Italo Mennella presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina: “le opportunità per il turismo scaturiscono oggi da workshop ed educational. Il Comune deve fare intrattenimento e comunicazione, la Regione deve sostenere gli educational, come quello che nel febbraio 2015 ha portato in Sicilia la delegazione coreana. Il messaggio che vogliamo dare è molto chiaro: con gli educational si riesce a “vendere” il prodotto turistico Sicilia, è un esperimento che ha funzionato e che promette di attrarre i coreani, interessati ai siti Unesco e all’Etna e soprattutto alla nostra Taormina”.

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