Palermo, imposta soggiorno: fronte comune su rimborso 10%
18 Settembre 2026, 11:52
“Non siamo favorevoli alla cancellazione tout court del meccanismo che riconosce alle strutture ricettive una quota legata alla riscossione tracciabile dell’imposta di soggiorno. Se esiste un problema di compatibilità normativa, va certamente affrontato e le norme vanno rispettate. Ma non si può pensare di cancellare una previsione che ha accompagnato per anni il sistema di riscossione senza costruire contestualmente uno strumento alternativo”. Con queste parole Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo, interviene sulla modifica del regolamento comunale relativo all’imposta di soggiorno decisa dall’amministrazione palermitana.
“Quel 10% non è mai stato concepito come un regalo agli albergatori. L’obiettivo era incentivare la tracciabilità, responsabilizzare gli operatori e rendere più efficace la riscossione dell’imposta – aggiunge Di Stefano – Le strutture ricettive svolgono infatti un’attività concreta per conto dell’amministrazione, riscuotono l’imposta dai turisti, la contabilizzano, effettuano gli adempimenti previsti e riversano le somme al Comune. Tutto questo comporta personale, procedure, responsabilità e costi”.
Dello stesso avviso Toti Piscopo: “a suo tempo – ricorda – quando scrivemmo il regolamento, era già previsto che quel 10% non fosse una regalia agli albergatori ma la corretta remunerazione al rischio cassa che la struttura corre e al servizo che di fatto svolge per conto del Comune contribuendo in maniera produttiva al mantenimento dei costi generali”.
Per Federalberghi il tema non può essere affrontato esclusivamente come una questione contabile. “Il punto è politico e riguarda il modello di rapporto che il Comune vuole avere con il comparto turistico – osserva Di Stefano – Le imprese non possono essere considerate semplicemente come soggetti chiamati a riscuotere denaro per conto dell’amministrazione. Sono partner dello sviluppo turistico della città e devono essere messe nelle condizioni di operare in modo efficiente, trasparente e sostenibile”. Per questo, Federalberghi Palermo chiede un confronto con l’amministrazione comunale e con il consiglio comunale. Tra le possibili soluzioni, gli albergatori indicano incentivi alla digitalizzazione e alla tracciabilità dei pagamenti, interventi per l’efficientamento energetico, l’accessibilità e la sostenibilità delle strutture, contributi per il decoro e la qualità dell’accoglienza e misure capaci di alleggerire i costi che gravano sulle imprese.
A tal proposito, Ottavio Zacco, presidente della VI Commissione consiliare Attività Produttive del Comune di Palermo, Teresa Leto, vicepresidente, e i consiglieri Dario Chinnici, Leonardo Canto e Fabio Teresi, ribadiscono che “non è accettabile pensare di modificare unilateralmente un equilibrio costruito dal Consiglio comunale scaricando ancora una volta sugli operatori economici costi, responsabilità e adempimenti. La questione riguarda l’articolo 11 del vigente Regolamento comunale sull’imposta di soggiorno, approvato dal Consiglio comunale con deliberazione n. 73 del 9 aprile 2024. Il Comune stesso indica attualmente tra i procedimenti dell’Area Entrate il riconoscimento ai gestori di una commissione del 10% a titolo di rimborso, collegata alle spese sostenute per la riscossione. Ricordiamo che il regolamento è stato approvato dal Consiglio comunale e che la sua eventuale modifica deve necessariamente passare dall’Aula. L’Amministrazione attiva può avanzare le proprie proposte e rappresentare le esigenze finanziarie dell’Ente, ma sarà il Consiglio comunale, nell’esercizio delle proprie prerogative, a esprimersi sulle modifiche regolamentari. Il turismo palermitano sta producendo risorse importanti per la città. Lo stesso Comune ha comunicato che dal 2023 sono stati incassati oltre 30 milioni di euro attraverso l’imposta di soggiorno e che per il 2026 è previsto un gettito di circa 12 milioni di euro. Non riteniamo quindi corretto aprire una contrapposizione con gli operatori che quotidianamente contribuiscono concretamente alla riscossione di queste somme”.