Con l’arrivo della Primavera sogniamo l’Italia che vogliamo

(di Toti Piscopo) Due fatti di rilievo hanno caratterizzato la giornata di ieri: l’ingresso dell’equinozio di primavera e l’abolizione del Patto di Stabilità tanto invocato dal nostro Paese. Il primo segna l’inizio di una nuova stagione che abitualmente comincia il giorno 21 di marzo, giugno, settembre e dicembre e che, convenzionalmente, costituisce simbolo di bellezza e buon auspicio. I bene informati spiegano che in realtà le date esatte di equinozi e solstizi dipendono dalla rivoluzione della Terra. E così sarà se nello stesso giorno la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’abolizione del Patto di Stabilità proprio per contrastare l’emergenza sanitaria ed economica che tanti lutti ha già procurato in Italia.

Un’inversione di marcia da parte dell’Europa quanto mai opportuna e che costituisce la precondizione essenziale per rilanciare il progetto europeo e rimodulare il modello Italia. Un modello che, seppur tra tanto dolore ed altrettante sofferenze diffuse, sta venendo fuori e non solo nei suoi aspetti più plateali o folkloristici, ma in tutti quei piccoli gesti di vita quotidiana che sembrano voler riscoprire i valori di una comunità, fondata sui doveri civici, ed alimentata da solidarietà, onestà, rispetto, senso del dovere e del buon senso.

Parliamo di quella maggior parte di italiani che, in questi giorni difficili, hanno dimostrato di essere migliori della classe politica che li ha rappresentati in questi ultimi 40 anni. Italiani rappresentati dall’infermiera che, per stanchezza, crolla e si addormenta, o del frate cappuccino che porta il suo conforto e la sua benedizione attraverso l’ ipad ad una famiglia che da lontano piange il suo caro riposto in un feretro o del cittadino di Palermo che al suo sindaco chiede di non essere esentato dal pagamento della tasse, perché lui può farlo e vuol essere solidale.

Un impegno diffuso, lo stesso che vede in prima linea le piccole e medie imprese insieme al popolo delle partite Iva a vivere in questa grande trincea economica. Un comparto da sempre spina dorsale della nostra economia, che nel turismo si è ritrovata, rilanciando un settore economico per troppo tempo ignorato e snobbato. Piccoli ma significativi gesti di vita quotidiana, non i soli ma rappresentativi di una maggioranza silenziosa che non appare nei flash mob cantati sui balconi o alle radio ma che esprime lo stesso il desiderio e il senso di collettività e di unità. Ovviamente parliamo della maggior parte degli italiani, di quelli che non esprimono livore e rancore sui social né giudizi gratuitamente volgari.

Oggi dobbiamo dare il benvenuto alla Primavera, offrendo i suoi fiori migliori a chi è rimasto vittima dell’infido virus e di chi la vita l’ha persa per generosità e senso del dovere. Ed è a questo senso del dovere che dobbiamo richiamare chiunque in questo Paese ha responsabilità di governo a tutti i livelli, affinchè queste risorse economiche che vengono liberate dal Patto di Stabilità non vengano maldestramente spese ma investite in maniera oculata e produttiva per tutelare i cittadini e rilanciare la nostra economia su base produttiva e priva di ruberie. E’ la grande occasione di rinascita per questo Paese che diciamo di amare e di essere unico al mondo. Sarà questo il modo migliorare per onorare i morti e la dignità del nostro Paese e degli italiani tutti, perché è questa l’Italia che vogliamo.

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