Vie dei Tesori, una sola domenica per scoprire Castello a Mare e il Salinas

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Ha accolto sovrani e viceré, custodito prigionieri, resistito agli assalti e alle trasformazioni della città. Del suo passato rimangono pietre possenti, il mastio arabo-normanno, lo spazio dell’antica piazza d’armi: bisogna fermarsi qui, accanto alla Cala, e provare a immaginare quanto fosse immenso il Castello a Mare prima che le demolizioni del Novecento ne cancellassero buona parte. Domenica 1 novembre dalle 10 alle 12.30, sarà l’unica occasione per visitarlo. Un’apertura che porta nel programma delle Vie dei Tesori una storia lunga e tormentata, nel punto in cui Palermo salda il suo rapporto con il mare.

Sempre domenica mattina, e per sole due ore, al Museo archeologico Salinas ci si lascerà prendere virtualmente per mano da dei e dee per ritrovare storie, miti e leggende incisi sui reperti; se poi si vuole ampliare il programma, il Museo Abatellis offre due percorsi inediti nell’ala nuova, pescando nella collezione, i grandissimi nomi della pittura siciliana.

Quarto fine settimana, dunque, al via: Palermo cammina spedita al fianco di Catania e Ragusa, mentre sono state salutate (tra gli applausi) Santa Flavia, Corleone e Termini Imerese; Caltanissetta, Castelvetrano, Marsala e Sciacca. Tre giornate – da oggi, venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre – in cui saranno protagonisti anche tutti quei luoghi ed esperienze che lo scorso weekend sono stati sospesi per il maltempo o dalle ordinanze post terremoto: tra tutti, da non perdere sono i laboratori dell’Accademia di Belle Arti ai Cantieri della Zisa e a Palazzo Santa Rosalia, dove si formano gli artisti, gli scenografi, i restauratori di domani; da visitare con la guida dei professori. Ci sono poi opere da rileggere e personaggi da ascoltare: venerdì alle 17, all’oratorio dei santi Euno e Giuliano, lo storico appassionato Carmelo Lo Curto si trasformerà in un cercatore di tesori per riportare alla luce una pala d’altare di Carlo D’Anselmo che andò perduta, ma di cui esiste una copia settecentesca. Lo Curto, studiandola, realizza un nuovo dipinto.

Il calendario consente di ritrovare anche il Monte di Pietà, dove la povera gente impegnava oggetti, vestiti, biancheria da corredo per guadagnare qualche lira; o l’ex convento delle Carmelitane, oggi sede della LUMSA che guarda al progetto in corso della Stazione Lolli ma nel frattempo mostra opere d’arte e testimonianze storiche. Per chi sceglie i teatri, il Garibaldi mostra il suo mondo ibrido tra passato e presente, recupero e conservazione; il Finocchiaro appare con il suo corredo déco quasi dimenticato; ma è soprattutto il Teatro Massimo da dover segnare in agenda visto che apre per l’ultima volta i percorsi dietro le quinte, tra macchinisti e scenografi.

Programma, disponibilità e prenotazioni su www.leviedeitesori.com.

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