Profumi: da adv in associazioni e restituiamo licenze

Tranchida vuole ricorrere al legislatore per eliminare problema e quindi le lamentele

Riceviamo e pubblichiamo il commento di Sandro Profumi del coordinamento nazionale Autotutela alle parole di Daniele Tranchida, assessore regionale al turismo, che ieri nel discorso di chiusura della Conferenza regionale sul Turismo ha detto: "Così come quando soggetti come Pro Loco e parrocchie diventano soggetto turistico, organizzando gite, bisogna pensare se non sia il caso di adeguarsi a questa nuova situazione di mercato attraverso nuovi strumenti legislativi".
"Spero davvero – scrive Profumi – di aver mal interpretato le parole dell'assessore Tranchida. Non posso davvero credere che, pur di sanare un cancro causato dall'inefficienza cronica degli organi preposti ai controlli delle attività turistiche abusive, si decida di ricorrere al legislatore per eliminare alla base il problema e di conseguenza le lamentele. Se così fosse non resterebbe che trasformare immediatamente tutte le nostre aziende, non dico in parrocchie ma sicuramente in associazioni. Il risparmio è assicurato, niente più fidejussioni, niente più tassa regionale, nessun obbligo fiscale, nessun direttore tecnico, nessun controllo. Nelle nostre agenzie di viaggio, trasformate in associazione, potremmo essere subito liberi di vendere di tutto, oltre i viaggi e i pacchetti da noi stessi organizzati anche creme solari, valigie, telefonini e tutto quanto attualmente non possiamo proporre. Se così fosse davvero, potremmo decidere un giorno della prossima settimana – in cui in assessorato ricevono il pubblico – per incontrarci a Palermo, in via Notarbartolo e salire tutti insieme a restituire le licenze.
Ma forse mi sto sbagliando, sto prendendo il famoso granchio che i politici spesso menzionano quando, pur pensando una certa cosa, in realtà ne dicono un'altra. Sicuramente l'assessore Tranchida voleva dire tutto il contrario, forse voleva sottolineare il fatto che in momento come questo, lo sforzo legislativo deve essere orientato verso leggi più chiare, sicure e definitive che condannino il fenomeno dilagante e incontrollato dell'abusivismo. Forse voleva intendere che saranno usate molte più risorse per effettuare i controlli, forse voleva sottolineare il fatto che non si sta facendo abbastanza per dare seguito alle giuste rimostranze di tutta una categoria che conta solo in Sicilia più di 4 mila addetti. L'assessore sicuramente voleva esortare chi non in regola di stare in guardia perché i suoi uffici non potranno tenere ancora per molto sulle scrivanie gli esposti presentati senza dargli seguito, secondo le normative adesso in vigore, perché il rischio è l'omissione, anch'essa punibile, alla stessa stregua dell'abusivismo".

 

 

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