Altri treni a rischio chiusura, sindacali scrivono a Crocetta

E intanto Moretti annuncia tempi di percorrenza ridotti a 1 ora e 20 tra Palermo e Catania

Rilanciare il trasporto ferroviario in Sicilia. Lo chiedono i sindacati lanciando un appello al presidente della Regione Rosario Crocetta perché venga fissato un incontro per discutere delle iniziative da mettere in campo. "mancano risorse e investimenti – scrivono nella lettera i segretari di Cgil, Cisl, Uil Sicilia Ferruccio Donato, Maurizio Bernava, Claudio Barone e i Segretari di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Sicilia Franco Spanò, Amedeo Benigno, Angelo Mattone – anche solo per garantire la semplice manutenzione ordinaria delle linee siciliane con il grande rischio di vedere la chiusura di alcune tratte interne come l'Alcamo-Castelvetrano e tutta la dorsale mediterranea (Siracusa – Gela-Caltanissetta – Agrigento) che si sommeranno alla già chiusa tratta ferroviaria Caltagirone-Gela. La mancanza della stipula del contratto di servizio fra Regione e Trenitalia che ha causato nell'ultimo biennio un considerevole taglio del servizio offerto dalla società ferroviaria quantificabile in 2 milioni di Km di percorso all'anno – scrivono i segretari – porterà da febbraio al già preannunciato taglio di un ulteriore milione di chilometri, senza un minimo di controllo da parte della Regione, con l'aggravante che la restante offerta verrà concentrata solo sulle dorsali di fatto giustificando cosi paradossalmente la chiusura di altre linee".
Intanto, proprio ieri l'ad di Ferrovie, Mauro Moretti, ad un convegno di Confindustria, ha annunciato che grazie ai futuri ‘interventi di velocizzazione', scenderà ad un'ora e venti il tempo di viaggio tra Palermo e Catania, 2 ore e 5 minuti tra Palermo e Messina mentre basteranno quarantacinque minuti tra Catania e Messina.  

 

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