Eventi, manager e voli agevolati: così si rilancia il brand Etna

Parte dal gemellaggio tra la festa di Sant'Agata e il Carnevale di Acireale, e poi a caduta un evento culturale di grande portata, l'identificazione di uno o due manager da destinare a tempo pieno alla definizione del progetto e al monitoraggio degli eventi, tariffe agevolate con le compagnie e con le strutture alberghiere, una sinergia con il Teatro Massimo, lo Stabile, la Fondazione Puglisi Cosentino e con i gestori dei servizi sull'Etna, il piano di marketing per il rilancio in chiave turistica del territorio di Catania e Acireale presentato dai Lions di Catania in un convegno al quale erano presenti anche il sindaco di Catania Enzo Bianco e quello di Acireale, Nino Garozzo.
"Non si capisce perché Comuni quali Trento e Cernobbio – ha spiegato l'economista Antonio Pogliese, past Governatore del Distretto 108Yb Sicilia – pur senza godere di patrimoni storici e culturali di rilievo, siano riusciti a creare eventi che richiamano da anni un turismo di nicchia, che sfugge alle logiche del mordi e fuggi, riposizionando questi luoghi quali mete d'interesse internazionale. E invece la Sicilia, nonostante le sue ricchezze, si trovi al 235esimo, nonché ultimo posto nella graduatoria europea della competitività".
"Partiamo da un 2012 preoccupante – ha sottolineato Bianco – ma ora Catania deve cambiare strategia: occorre addestramento professionale, investimento nella direzione della sicurezza e dell'accoglienza, rete tra gli operatori e una nuova politica dei trasporti, partendo proprio dai collegamenti aerei. Dobbiamo aggredire nuovi mercati: quello congressuale, in primis, quello crocieristico – per fare di Catania una base di partenza/arrivo e non solo di transito – e quello culturale. Mi impegnerò ad accogliere la proposta dei Lions per tradurla in azioni concrete, consapevole che dalla collaborazione possono nascere percorsi virtuosi".
Deluso Garozzo: "siamo indignati – ha commentato – perché le politiche regionali, anziché valorizzare le risorse, hanno distrutto ciò che negli anni è stato creato con fatica: basti pensare al nostro Carnevale, che riesce a portare oltre 1 milione di visitatori: dai 200mila euro di finanziamenti del 2005 ai 79 del 2012 (sbloccati solo recentemente) all'incognita del 2013. Mentre eventi insignificanti vengono supportati economicamente, noi rischiamo di far fallire uno dei progetti regionali più ambiziosi".

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