I bacini minerari siciliani diventano siti turistici

Sfruttare i bacini minerari non più come un tempo come giacimenti da estrazione, ma come siti di attrazione turistica. Questo lo scopo principale del Distretto Turistico delle Miniere che senza doversi recare in Francia ha creato veri e propri percorsi turistici sulla scia di quanto accade nel Passo di Calais, diventati ora, luoghi di passeggiate o in cui praticare sport o dove si può sciare.

Ma le miniere francesi votate maggiormente all’estrazione di carbone, chiuse nel 2004, sono solo una piccola realtà rispetto all’offerta dell’entroterra siciliano che, nel triangolo che interessa le province di Caltanissetta, Enna e Agrigento ha centinaia di miniere, prevalentemente di zolfo (ma alche salgemma e sale potassico) e che per questo motivo la Sicilia è stata per lungo tempo, la massima zona di produzione a livello mondiale.  

Sul portale www.distrettoturisticodelleminiere.it, online a breve, sarà possibile prenotare un viaggio e andare a visitare ad esempio, il cimitero dei “carusi” (che ricorda la strage dei giovani che il 12 novembre 1881 morirono nella miniera di Gessolungo).  

“Nel portale web www.distrettoturisticodelleminiere.it – ricorda Tarcisio Sberna, presidente del Distretto Turistico delle Miniere – ogni testo, spiegazione e suggerimento d’itinerari, è leggibile nelle 5 lingue di riferimento (italiano, inglese, tedesco, francese e russo) e grazie alla sezione personalizzata di booking, ancora in fase di completamento, si potrà prenotare un viaggio lungo il sentiero dell’immenso patrimonio minerario siciliano che vanta centinaia di siti”.

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