Le Madonie sperimentano modello ricettivo integrato e sostenibile
07 Settembre 2026, 11:00
La Sicilia punta a evolvere il proprio modello ricettivo per proporsi come benchmark nel panorama italiano e internazionale, superando la logica del turismo rapido e di consumo. L’obiettivo strategico è ridefinire il concetto di permanenza, promuovendo un’idea di accoglienza fondata sulla cittadinanza temporanea e sulla capacità di attrarre chi sceglie di ritornare o di stabilirsi sull’isola. In questa prospettiva, la fruizione del territorio si converte in un’esperienza di integrazione sociale ed economica inclusiva e sostenibile, guidata da una direzione chiara a cui il territorio delle Madonie lavora già da anni, secondo una visione strutturalmente policentrica.
È la visione emersa chiaramente in occasione della prima edizione di Madonie Nomad Residency, che si è svolta nel weekend a Castelbuono e nel territorio madonita. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare un modello d’attrazione virtuoso e sostenibile, capace di trasformare l’intero comprensorio in un hub di riferimento per i nomadi digitali e i lavoratori da remoto.
Il progetto della residency, promosso da So.Svi.Ma. (Agenzia dello Sviluppo delle Madonie) e organizzato da Empeeria, punta a strutturare un format itinerante che nelle prossime edizioni coinvolgerà progressivamente i diversi Comuni del territorio.
Lo spirito dell’evento, con Collesano comune capofila ed organizzato da Empeeria con il supporto di Destination Italia, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa che si è svolta lo scorso venerdì mattina nell’Aula Consiliare del Comune di Castelbuono alla presenza dei sindaci e dei rappresentanti del comprensorio madonita.
“Madonie Nomad Residency è la tessera di una strategia più ampia per il futuro delle aree interne. Non parliamo di un evento estemporaneo, ma dell’avvio di un percorso itinerante pensato per fare rete tra i Comuni, mettere a sistema le risorse locali e dimostrare che le Madonie hanno tutte le carte in regola per attrarre nuove competenze e visibilità internazionale. Cosa deve muoverci? L’economia d’intenti e il desiderio di produrre un impatto sociale reale”, ha spiegato Alessandro Ficile, amministratore unico So.Svi.Ma.
“Come Comune capofila – ha sottolineato Tiziana Cascio, sindaca di Collesano – abbiamo creduto con determinazione in questa sfida. Il valore del progetto risiede nella capacità di coniugare visione strategica e operatività per offrire risposte concrete ai nostri borghi, creando nuove opportunità di indotto per l’intera comunità madonita. Vogliamo fare in modo che questo evento non resti isolato, vogliamo dare la possibilità di tornare e di restare, oltre la promozione fine a sè stessa del territorio. La componente relazionale sia il vero volano di comunità per la crescita delle Madonie”.
Mario Cicero, sindaco di Castelbuono, ha sottolineato come Castelbuono sia da sempre un laboratorio aperto di accoglienza e cultura: “Ospitare la prima edizione di questo Festival conferma la nostra vocazione all’innovazione, mettendo l’identità della nostra comunità a servizio di un percorso di ampio respiro”.
Per Dina Ravera, presidente Destination Italia, “il nomadismo digitale rappresenta una frontiera centrale per la valorizzazione dell’Italia delle meraviglie. Sostenere Madonie Nomad Residency significa scommettere su un turismo ad alto impatto e a lunga permanenza, capace di generare relazioni autentiche con il tessuto locale”.
“Abbiamo ideato questo Festival per creare un ponte concreto tra la community dei nomadi digitali e le energie del territorio siciliano. Nei tre giorni si sono alternati workshop e format divulgativi per raccontare come le eccellenze delle nostre imprese storiche possano contaminarsi con le nuove dinamiche del lavoro globale”, ha spiegato Tony Cirnigliaro, Executive Director Empeeria.