Pantelleria entra nel registro dei paesaggi storici

Dal 10 gennaio 2018 i vigneti, gli uliveti e i cappereti, coltivati sui terrazzamenti di Pantelleria, sono ufficialmente un patrimonio da tutelare anche con misure e finanziamenti ad hoc all’interno del Piano di Sviluppo Rurale. Dopo un lungo iter che ha visto impegnato il Comune di Pantelleria,  il “Paesaggio della pietra a secco dell’Isola” entra  a pieno titolo nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali storici. Il ministero delle Politiche Agricole Agroalimentari e Forestali ha infatti accettato a pieni voti la candidatura di Pantelleria in ragione della forte storicità, integrità e significatività del paesaggio rurale pantesco.

“Con l’inserimento nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici del ‘Paesaggio della pietra a secco dell’isola di Pantelleria’ – dice Benedetto Renda, presidente del Consorzio volontario di tutela dei vini Doc dell’isola di Pantelleria – si compie un altro importante passo avanti nel processo di valorizzazione e promozione dell’agricoltura dell’isola che aveva già avuto lo straordinario riconoscimento Unesco per la Pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello. Il tessuto produttivo – prosegue – ora ha il compito di fare sistema e di aprire nuovi scenari di condivisione e sviluppo che vedano agire insieme singoli agricoltori, piccole aziende e grandi marchi. Il patrimonio storico culturale e naturalistico di Pantelleria, insieme al suo sistema rurale, ai vini passiti, alla coltivazione del cappero e degli ulivi, rappresentano un unicum importante di attrazione per quel turismo enogastronomico e naturalistico che muove, già oggi, centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. Il nostro compito – conclude Renda – è quello di intercettarne i flussi e rendere Pantelleria una meta privilegiata e di alto significato culturale”.

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