Successo Bio in Sicily: 62 aziende coinvolte e un patto per il limone di Bagheria
22 Ottobre 2026, 11:42
Migliaia visitatori in quattro giorni, 62 aziende siciliane coinvolte nel comparto agroalimentare e nell’indotto Ho.Re.Ca. e turistico, 30 stand di produttori lungo corso Umberto, 18 laboratori dedicati alle eccellenze agricole e casearie dell’Isola e un articolato programma di incontri, seminari, presentazioni di libri e attività divulgative. È questo il bilancio conclusivo di Bio in Sicily 2026, la manifestazione che dal 15 al 18 ottobre ha trasformato Bagheria in un luogo di incontro tra produttori, imprese, istituzioni, mondo della formazione e operatori della ristorazione, con appuntamenti ospitati tra Villa Palagonia e il centro cittadino, nel cuore del Bio Village e della Bio Agorà.
Il collegamento tra Villa Palagonia, corso Umberto, il Bio Village e la Bio Agorà ha contribuito a costruire un’esperienza che unisce prodotto, cultura, formazione, impresa e territorio. In questa prospettiva, la manifestazione si configura come uno strumento di marketing territoriale e turistico: un’occasione per promuovere Bagheria e il suo comprensorio attraverso le produzioni locali, la ristorazione, l’artigianato alimentare e le tradizioni che rendono riconoscibile la Sicilia.
Quattro giornate che hanno messo al centro la biodiversità, la qualità delle produzioni agroalimentari siciliane e il valore delle filiere locali, con l’obiettivo di trasformare la promozione delle eccellenze territoriali in opportunità concrete di sviluppo economico, commerciale e turistico.
Il risultato più significativo è rappresentato dal rafforzamento delle relazioni tra il mondo della produzione agricola e quello della trasformazione artigianale, della ristorazione e della distribuzione. Nel corso della manifestazione sono stati avviati percorsi di collaborazione e stipulati accordi di fornitura tra produttori dei Presìdi Slow Food e titolari di ristoranti, pizzerie e altre attività del territorio, confermando la capacità di Bio in Sicily di favorire l’incontro diretto tra domanda e offerta e di creare nuove occasioni di mercato per le produzioni identitarie siciliane.

Tra i risultati di maggiore rilievo figura la sottoscrizione di un protocollo d’intesa finalizzato alla valorizzazione del Limone della Piana di Bagheria, Presidio Slow Food, attraverso il coinvolgimento di produttori agricoli, aziende agroalimentari artigianali e operatori della ristorazione. L’accordo coinvolge Antonio Fricano, in rappresentanza del Consorzio dei produttori del Limone della Piana di Bagheria, Valerio Barone, presidente della Condotta Slow Food, e un gruppo di imprenditori siciliani attivi in diversi segmenti della filiera del gusto. Hanno aderito al percorso d’intesa Agata Fiasconaro, per la nota azienda dolciaria Fiasconaro di Castelbuono; Giovanni Tumminello, dell’azienda Tumminello Biscotti di Castelbuono; Giuseppe Buttitta, titolare dell’azienda di conserve artigianali U’Barunieddu; Vito Biundo, per il brand di birre artigianali Bruno Ribadi; Antonio Lo Coco, per l’azienda Blu Ocean di Casteldaccia; Sandra Invidiata, dell’omonima azienda casearia; Gioacchino Gargano, titolare della pizzeria Saccharum; Nino Ferreri, patron-chef del ristorante Limu di Bagheria; e Salvatore Garofalo, titolare della Pasticceria Oriens di Lercara Friddi.Il protocollo intende promuovere un percorso comune per sviluppare e favorire l’utilizzo di limoni e derivati provenienti dalla filiera del Presidio, nel rispetto dei disciplinari applicabili, delle modalità di certificazione e delle regole di tracciabilità. Il percorso prevede inoltre la possibilità di sviluppare nuove ricette e prodotti, valorizzando le caratteristiche aromatiche delle diverse produzioni stagionali, compreso il verdello estivo.