Collegamenti marittimi per le isole, Aricò nega aumenti tariffe

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“Le corse regionali per il trasporto marittimo non hanno subito aumenti e non ne subiranno. È un impegno chiaro che il governo regionale ha mantenuto e continuerà a mantenere. Da quando ci siamo insediati, in questi quattro anni, non abbiamo mai incrementato di un solo centesimo le tariffe a carico dell’utenza nell’ambito dei servizi oggetto delle commesse regionali”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, ribadendo la posizione del governo Schifani sul costo dei servizi di trasporto marittimo in Sicilia.

Secondo i dati in possesso dell’assessorato, da settembre 2022 allo stesso mese del 2026, il costo dei biglietti delle corse regionali è rimasto invariato, senza quindi registrare alcun aumento nell’arco di tempo considerato. Nello stesso periodo, si sono registrati, invece, significativi aumenti dei costi dovuti in larga parte anche alla crisi che ha interessato lo Stretto di Hormuz. Il gasolio, infatti, ha avuto un incremento complessivo del 21,6%, passando da 1,8078 a 2,198 euro al litro. Da settembre 2022 a oggi, inoltre, il tasso di inflazione cumulata ha fatto registrare un aumento tra il 10 e l’11%.

Con l’entrata in vigore, da oggi, del rincaro del 18% sui collegamenti Siremar-Sns in convenzione statale”, si consuma, secondo Federalberghi isole minori Sicilia, “l’ennesimo paradosso tra la retorica politica e la realtà delle comunità insulari”.
“Profonda è l’amarezza – afferma il presidente Christian Del Bono – per la distanza tra le solenni enunciazioni sul principio di insularità e l’effettiva volontà delle Istituzioni di intervenire. L’aumento porta il cumulo dei rincari a sfiorare l’84% dal 2022, a fronte di importanti tagli alle corse”.
Per Federalberghi la convenzione “individua, la Regione come autorità vigilante del contratto e contitolare della governance su assetti e tariffe” e “l’articolo 6, inoltre, prevede la possibilità per la Regione di chiedere la sospensione dei rincari attraverso risorse compensative proprie”.
“Se i biglietti aumentano del 18% – sostiene Federalberghi isole di Sicilia – è perché si è scelto di finanziare il riequilibrio dei soli mezzi veloci regionali. Lasciando la convenzione statale. priva della sterilizzazione economica quando i trasporti marittimi per le isole minori sono un’infrastruttura essenziale e indivisibile”.
“Questo prolungato stato di incertezza e precarietà – osserva la federazione – genera un grave danno reputazionale al sistema turistico insulare. Chiediamo al presidente della Regione Renato Schifani di assumere la regia della vertenza”.

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