Il Coronavirus mette in ginocchio gli alberghi di Firenze: calo fatturato 200 mln

Le conseguenze del Coronavirus rischiano di costare 200 milioni di euro agli albergatori fiorentini in mancate entrate, visto il crollo dei flussi turistici, e già le sole cancellazioni di questo periodo valgono 120 milioni in meno: l’allarme è stato lanciato da Giancarlo Carniani, presidente della sezione albergatori di Confindustria Firenze, e Giovanpaolo Innocenti, presidente del consorzio Firenze Albergo che raccoglie circa 200 strutture su Firenze e provincia.

“È qualcosa di molto più grave delle crisi terroristiche, dell’11 settembre e della guerra del Golfo, non abbiamo mai assistito a qualcosa del genere – lamenta Carniani – marzo e aprile sono praticamente persi, e questa situazione bisogna che si risolva velocemente se no i problemi occupazionali saranno enormi”.
Per Innocenti “normalmente le aziende a marzo hanno un’occupazione delle camere attorno al 70%, anche perché ci sono i gruppi scolastici: stamattina mi dicevano che siamo intorno al 17%, quindi è una bella botta”.
Gli albergatori chiedono la sospensione di Imu e Tari, una moratoria sui mutui, l’attivazione di ammortizzatori sociali per i lavoratori del comparto, una revisione del Decreto Dignità per “reinserire gli stagionali nel modo più flessibile possibile una volta terminato il periodo di crisi”.
La stima degli albergatori per il fatturato, che riguarda le strutture alberghiere 3, 4 e 5 stelle, è stata calcolata con una indagine campionaria sul tessuto della Città metropolitana di Firenze, con raccolta dati tramite questionario chiusa il 29 febbraio, e dunque prima del provvedimento che ha coinvolto i turisti Usa. Questi nei primi 9 mesi del 2019 hanno generato 1.547.690 presenze, il 17% del totale delle presenze dei turisti stranieri e il 13% del totale delle presenze turistiche.
“Siamo tenuti a rimborsare tutti coloro che avevano una tariffa non rimborsabile, perché il decreto Trump è considerato ‘causa di forza maggiore'”, ha spiegato Carniani – suggeriamo a tutti i clienti che hanno prenotato di congelare l’importo: e la risposta non è stata negativa, moltissimi hanno accettato di congelare l’importo”.
La riduzione stimata dei pernottamenti è del 41% per marzo 2020, e del 15% su aprile: ma i valori sono già peggiorati a causa dei provvedimenti sui turisti statunitensi, tanto che ad oggi si calcola una flessione del 60%.

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