Famiglia trentina bloccata alle Bahamas, le difficoltà per tornare in Italia

“Siamo in uno dei posti più sicuri e più belli al mondo, l’Exuma national park. Ma dobbiamo essere certi che tutto vada sempre bene. Quindi stiamo cercando di capire come lasciare la barca al sicuro e ritornare in Italia”. É il messaggio di Enrico Tettamanti, skipper e velista trentino, bloccato da 1 mese alle Bahamas con la moglie e i figli.

“Non ci è permesso fare niente, nemmeno pescare o muoverci, se non fuori dai complete lockdown che ci sono tutti i weekend e perciò siamo in una fase in cui valutiamo la possibilità di rientrare in Italia con un volo umanitario, quello dei ragazzi della Disney bloccati ad Orlando, in Florida. Ho avuto uno scambio di mail e telefonate con il console italiano, Alberto Suighi, per capire se è possibile. L’aereo potrebbe fare un atterraggio qui a Nassau (la capitale, ndr) per prendere le ultime persone che devono rientrare in Europa”, racconta Enrico all’ANSA.

“Inoltre è stato annunciato che qualsiasi persona non bahamense che si infetti di coronavirus non verrà curata alle Bahamas ma dovrà rientrare nello stato di residenza. E questo ci spaventa un po’anche se è cosa abbastanza remota perché siamo isolati da un mese – aggiunge – Siamo concentrati a rientrare il prima possibile però lasciando la barca in sicurezza e viaggiando in sicurezza. Siamo al sicuro ma consapevoli che questo stallo non può durare molto”, conclude.

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