In 4×4 tra i vigneti dell’Alto Adige tra geologia e degustazioni
24 Giugno 2026, 10:45
Limitarsi a degustare un vino senza osservare il vigneto è un po’ come raccontare una gara guardando solo il risultato finale: tutto ciò che rende davvero interessante la partita resta fuori campo. Per la tenuta altoatesina J. Hofstätter, capire un vino significa andare dove tutto inizia: direttamente in vigna. Le pendenze e i suoli ne disegnano il carattere, l’esposizione ne scandisce tempi e maturazioni.
La famiglia Foradori Hofstätter, che guida la realtà da cinque generazioni, ha portato questa lettura a un livello più profondo, quello geologico: studio dei suoli, stratificazioni, interazioni tra clima e vitigno. L’obiettivo non è interpretare il territorio, ma ascoltarlo. Perché qui il vino non nasce ‘in Alto Adige’ in senso generico: nasce in una parcella precisa, in una combinazione irripetibile di suolo, esposizione e luce.
Da questa consapevolezza prende forma il tour in 4×4 tra i vigneti: non una visita in cantina, ma un viaggio attraverso il paesaggio. Non una degustazione itinerante, ma un modo diverso – più diretto e immersivo – di entrare nella cultura vitivinicola della regione.
Il tour si svolge a bordo di uno storico fuoristrada che sale e scende tra i pendii come una postazione mobile di esplorazione. A ogni tappa, la degustazione avviene nel punto esatto in cui le uve maturano.
Si parte da Tramin – Termeno, con la prima sosta tra la vigna Castel Rechtenthal e il maso Kolbenhof, luoghi simbolo del Gewürztraminer. Suoli antichissimi, venti freschi che scendono dal Monte Roen e stratificazioni geologiche che raccontano l’origine di ciò che si assaggia.
Poco più avanti lo scenario cambia ancora. Nella tenuta Steinraffler il clima si addolcisce grazie all’influenza del Lago di Caldaro e all’Ora del Garda, che attraversa le colline nelle ore pomeridiane. È il regno del Lagrein, vitigno storico che qui trova una sua interpretazione più fine ed equilibrata.
Poi il percorso attraversa la valle e risale sull’altopiano di Mazon, fino alla storica tenuta Barthenau, dove il Pinot Nero è presente da oltre 160 anni. Qui le vigne affondano le radici nelle antiche formazioni di Werfen: stratificazioni rocciose multicolori originate circa 250 milioni di anni fa, quando l’area era un mare lagunare tropicale. Sedimenti e movimenti geologici hanno costruito, nel tempo, un suolo complesso che contribuisce oggi a definire uno dei terroir più identitari del Pinot Nero italiano.
Il viaggio si chiude nel centro di Tramin – Termeno, nella sede della tenuta Hofstätter, dove l’esperienza si snoda tra degustazione e paesaggio, anche grazie al vigneto didattico del Gewürztraminer dove scoprire oltre 30 cloni di questo vitigno.
