Dolomiti assediate: boom di turisti dalla Corea del Sud
12 Ottobre 2026, 11:45
Im Villnˆsstal bei St. Magdalena laden weitl‰ufige Almwiesen zu schˆnen Wanderungen mit Fernblick auf das Bergpanorama der Geisler Gruppe.
L’overtourism non riguarda più soltanto le città d’arte come Venezia o Firenze, ma si sta estendendo in maniera pervasiva al patrimonio naturale dell’Alto Adige. Dalle storiche criticità di accesso al Lago di Braies e alle Tre Cime di Lavaredo, il fenomeno coinvolge ora i piccoli borghi di montagna e i sentieri d’alta quota: emblematiche le code in Val di Funes, dove centinaia di turisti si mettono in fila lungo i percorsi per fotografare il fenomeno dell’enrosadira al tramonto, creando disagi alla viabilità locale e ai trasporti pubblici usati dai residenti.
La nuova geografia dei flussi e il caso del mercato sudcoreano Tra i Portici di Bolzano e nelle vallate alpine si registra una presenza sempre più marcata di giovani coppie e gruppi provenienti dal Sud-Est asiatico, con un picco rilevante dalla Corea del Sud.
Le ragioni del fenomeno sono state analizzate dall’esperto di turismo Kim HyunJin:
- Ricerca di ‘gemme nascoste’: superata la notorietà delle mete classiche (Roma, Milano, Venezia, Napoli), i viaggiatori asiatici orientano le proprie scelte verso territori meno battuti dal turismo di massa globale.
- Effetto mediatico e TV: le Dolomiti sono diventate una destinazione di culto in Corea del Sud grazie alla trasmissione continua di programmi televisivi e format web dedicati alle vette alpine.
- Competizione social: si afferma una tendenza sociologica tra i viaggiatori asiatici a esplorare per primi luoghi esclusivi per condividerne gli scatti sui social network, spostando la pressione turistica anche nei piccoli centri di montagna.