Venezia: reperti archeologici nei depositi esposti negli hotel
15 Settembre 2026, 10:30
La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Venezia e l’Associazione Veneziana Albergatori (AVA) hanno sottoscritto un accordo di partenariato speciale per la nascita del ‘Museo diffuso dell’archeologia di Venezia’. L’iniziativa permetterà di esporre all’interno delle strutture ricettive aderenti una selezione di reperti storici oggi conservati nei depositi statali e non fruibili al pubblico. Il progetto coinvolgerà hotel dotati di spazi idonei distribuiti tra centro storico, Lido, isole e terraferma, creando un itinerario espositivo integrato nel tessuto urbano.
L’accordo prevede che i beni restino di proprietà dello Stato, con la Soprintendenza responsabile della selezione scientifica, della verifica delle tutele idonee e della conservazione dei reperti. Il prossimo 21 ottobre si terrà il primo tavolo operativo per definire i dettagli tecnici insieme alle prime strutture alberghiere partecipanti.
“È un’esperienza totalmente nuova, senza precedenti in Italia. Gli alberghi sono spazi aperti alla città tutto l’anno e legati alla sua storia: ospitare queste opere in adeguate teche espositive rappresenta un valore aggiunto per l’offerta turistica e rinsalda il nostro legame con il territorio», dichiara Antonio Vianello, Presidente dell’Associazione Veneziana Albergatori.
«Tutela e fruizione possono rafforzarsi a vicenda. Venezia possiede una stratificazione archeologica straordinaria ma spesso nascosta; questo progetto ci permette di renderla visibile garantendo la massima tutela e conservazione dei beni”, aggiunge Corrado Azzollini, Soprintendente per la Città metropolitana di Venezia.