giovedì, 3 Dicembre 2020

Spot Bronzi Riace, Brambilla: comunque è stato utile

Interviene anche il ministro dopo la polemica delle ultime ore

"Ho visto sui media gli spot della Regione Calabria con i Bronzi di Riace: diciamo che sono un po' diversi da quelli che faccio io, ma devo ammettere che lo spot é riuscito a far parlare, e molto, della Calabria". Lo ha detto Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo, oggi a margine della conferenza stampa di presentazione dello spot per il Mezzogiorno d'Italia, a proposito delle polemiche delle ultime ore. Diverse, infatti, sono state le critiche provenienti da giornalisti, associazioni di categoria e alcuni industriali, secondo i quali, lo spot, in cui i Bronzi di Riace camminano, parlano, scherzano, danneggerebbe la promozione turistica della Calabria. La vene umoristica dello spot, portato avanti dalla Regione e dal governatore Giuseppe Scopelliti, è stata, infatti, interpretata come un'umiliazione delle splendide statue del V secolo a.C.
"Lo spot, creato da giovani calabresi ad un costo contenuto – ha spiegato Scopelliti – ha creato un dibattito e sicuramente tutto questo fa bene alla Calabria e questo stesso dibattito dà anche più forza alla nostra idea di lavorare per una Calabria positiva e nuova". Intanto la seconda parte dello spot dedicata alla montagna è in programma tra ottobre e novembre. "Non abbiamo offeso e mortificato nessuno – aggiunge Scopelliti – abbiamo i Bronzi e abbiamo deciso di rilanciare questa opportunità costruendo intorno a loro una campagna di comunicazione". Per Scopelliti sono 3 le parole d'ordine che scaturiscono dallo spot pubblicitario: ironia, simpatia e dinamismo. Caratteristiche che, secondo il presidente della Regione, rientrano negli obiettivi che si intendono proseguire nella promozione turistica. Intanto i due guerrieri in originale sono sempre sottoposti al check-up in atto da mesi da parte degli studiosi nella sede del consiglio regionale a Reggio Calabria, dove è salito a dismisura il numero dei visitatori, rispetto alla collocazione degli anni scorsi nella vecchia sede del Museo della Magna Grecia.

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