giovedì, 26 Novembre 2020

Pompei chiusa a Natale, Fiavet: sbagliato. E Franceschini replica

“Controproducente e dannoso” per l’Italia chiudere a Natale e Capodanno gli Scavi di Pompei. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, arriva dalla Fiavet la nuova bocciatura per la decisione di Dario Franceschini di tenere chiusi a Natale e Capodanno i musei e i luoghi della cultura statali, compresi gli scavi di Pompei ed Ercolano che negli anni passati avevano goduto di aperture straordinarie.   

Il ministro continua però a respingere critiche e accuse. La chiusura natalizia, ribadisce con un post su Facebook, è una prassi in tutti i più importanti musei del mondo “dal British e la National Gallery di Londra al Reina Sofia di Madrid, l’Ermitage, il Met, ma anche il Moma, la Tate Modern, il Museo D’Orsay, il Guggenheim”.

E la scelta, frutto di un accordo di “mesi fa” con i sindacati, è stata fatta anche “per buon senso” tenendo conto della bassa affluenza in questi giorni di feste familiari. 

Ma il presidente Fiavet Fortunato Giovannoni incalza: “inutile aprire gratuitamente la prima domenica del mese musei e scavi e poi chiuderli quando c’è il maggior flusso turistico, e cioè a Natale e Capodanno”.

E al post del ministro con l’elenco dei musei internazionali chiusi nei giorni di Natale e Capodanno, ribatte: “Ci manca solo questo, che ci mettiamo a copiare le cose sbagliate che fanno all’estero invece che quelle giuste. Anzi proprio per il fatto che negli altri Paesi sono chiusi, tenere aperto da noi sarebbe un ottimo segnale. Vorrebbe dire: venite in Italia con fiducia, perché anche durante le ‘feste comandate’ troverete bellezza, accoglienza, calore e musei e scavi sempre aperti”. 

Infine, Giovannoni chiede un confronto con il ministro: “A noi piacerebbe che Franceschini, oltre che confrontarsi con i sindacati, chiedesse anche il nostro di parere, avviasse anche con noi una concertazione. Vogliamo almeno ‘significargli’ la nostra visione del turismo e finora non ci siamo ancora riusciti. Poi lui è il ministro e lui deve decidere, ma continuiamo a chiedere che parli anche con noi. Noi siamo in trincea, e conosciamo e ascoltiamo tutti i giorni le aspettative dei turisti, in particolare stranieri”.

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