domenica, 26 Giugno 2022

Villa Misteri, allarme dell’Enea per infiltrazioni d’acqua e vibrazioni

É a rischio la Villa dei Misteri, la più bella dimora patrizia degli Scavi di Pompei. A denunciarlo i ricercatori dell’Enea che hanno analizzato rischi e criticità nelle vecchie coperture della Villa attraverso un check-up. Dal monitoraggio emergono criticità legate alla pesantezza dei materiali utilizzati, infiltrazioni d’acqua e vibrazioni ambientali, cause sismicità e vicinanza con la ferrovia.  

Un primo allarme era scattato 4 anni fa, con la caduta di una grossa trave in legno dalla copertura del peristilio, il cortile interno della domus circondato da un portico a colonne. Un episodio che non ebbe conseguenze sull’edificio storico e sui visitatori, ma che costrinse la Soprintendenza a chiudere al pubblico molti ambienti.    

“In questa nostra campagna di indagine, che ha l’obiettivo di acquisire i dati necessari per definire gli interventi di messa in sicurezza, abbiamo messo in campo un numero maggiore di strumenti d’indagine rispetto al 2013, quando eravamo intervenuti in seguito al crollo della trave del peristilio – spiega Bruno Carpani, responsabile scientifico della campagna diagnostica – Finora abbiamo constatato uno stato di degrado avanzato delle zone di appoggio di molte travi del peristilio, mentre risultano particolarmente vulnerabili all’azione sismica le strutture in calcestruzzo di alcuni ambienti, come i vani del quartiere rustico”.    

Nelle aree di Pompei, Ercolano, Stabia e Boscoreale ci sono almeno una decina di domus con coperture in cemento armato risalenti agli anni ’60-’70 del ‘900.    

“Il problema della sicurezza e della conservazione di queste strutture nelle aree archeologiche è vastissimo sia in Italia che nel mondo. Solo nel nostro Paese ne sono state censite oltre 200 in 130 siti. Con il lavoro che stiamo svolgendo a Villa dei Misteri puntiamo a realizzare il primo modello di monitoraggio e diagnosi che potrà essere applicato ad altre domus con tipologie simili di copertura”, conclude Carpani.   

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