Napoli riconsegna alla città e ai turisti il Cimitero delle Fontanelle
10 Aprile 2026, 09:15
Il cimitero delle Fontanelle riapre a Napoli, restituendo alla città e ai turisti un luogo sospeso tra mistero, culto e memoria. Dopo anni di chiusura dovuta all’aggravarsi dei problemi strutturali della caverna di tufo, il sito riaprirà al pubblico il 18 aprile con un’inaugurazione che vedrà la partecipazione dell’Arcivescovo di Napoli, Don Mimmo Battaglia, del sindaco Gaetano Manfredi e della comunità del Rione Sanità, che, mediante una ‘marcia di comunità’, aprirà simbolicamente il luogo.
“Sono stati necessari lavori complessi, ma abbiamo voluto mettere fine allo stillicidio di aperture e chiusure a intermittenza. Adesso riapriamo per sempre”, osserva il primo cittadino.
Per l’attuale amministrazione, l’apertura del cimitero ha rappresentato una sfida sin dall’inizio del mandato. Ora si consolida anche una nuova pratica di partenariato pubblico-privato. “Un modello di politica pubblica di rigenerazione urbana insieme alla comunità, al terzo settore e agli investimenti privati – sottolinea l’assessora all’Urbanistica Laura Lieto – che continuerà con altri interventi nel Rione Sanità e in tutto il centro storico”.
Per il raggiungimento degli obiettivi progettuali, la Cooperativa La Paranza ha investito 640mila euro di risorse private, metà dei quali messi a disposizione della Fondazione con il Sud e l’altra metà dalla Fondazione di Comunità San Gennaro. A questi si aggiungono altri 200mila euro per gli interventi di messa in sicurezza finanziati dal Comune di Napoli.
La riapertura rappresenta anche un segno di riscatto sociale per l’intero quartiere. Furono infatti gli abitanti del Rione Sanità a protestare, già nell’aprile del 2010, contro la chiusura del sito. Il cimitero riaprì temporaneamente, ma chiuse definitivamente nel 2019. “C’è grande attesa per questa riapertura – spiega don Giuseppe Rinaldi, cappellano del cimitero – molti residenti desiderano che il quartiere si rivitalizzi grazie alla presenza dei turisti. L’apertura costituisce un’occasione per riportare vita e persone nel Rione”.
Testimone di una realtà tanto esoterica quanto popolare della tradizione napoletana della ‘preghiera alle anime del purgatorio’, il cimitero delle Fontanelle non è solo un luogo di ossa e crani ordinati, ma una fotografia indelebile del rapporto di Napoli con il regno dei morti. Si stima che al suo interno vi siano oltre 40 mila resti, vittime non solo della peste del 1656 e del colera del 1836, ma anche di carestie, rivolte popolari, terremoti e delle eruzioni del Vesuvio. L’organizzazione ordinata e precisa di ossa e teschi si deve a don Gaetano Barbati, che assieme alle popolane si prese l’onere di sistemare l’ossario nel 1872.
Da metà aprile tornerà ad essere un sito turistico, senza dimenticare però la sua natura di luogo di culto, tradizioni e credenze, come quella delle ‘anime Pezzentelle’, che prevedeva l’adozione e la cura delle ‘capuzzelle’, vale a dire i teschi, in cambio di protezione, nella speranza che il defunto potesse intercedere nell’aldilà. Chiamato Fontanelle per la presenza in passato di fonti d’acqua, il cimitero si sviluppa su circa 3.000 metri quadrati e 15 metri di altezza. Fondamentale per il progetto di riqualificazione è stato il coinvolgimento delle comunità locali, tra cui la Fondazione di Comunità San Gennaro, la Cooperativa La Paranza, i giovani delle Fontanelle e associazioni come le Forti Guerriere.
Il progetto si inserisce nel programma G124, ideato e sostenuto dall’architetto e senatore a vita Renzo Piano, che ha finanziato borse di studio per giovani architetti impegnati nella progettazione di aree marginali e periferiche di diverse città italiane. Non a caso, saranno undici ragazzi del quartiere ad essere impiegati nei servizi di accoglienza e accompagnamento.