Affitti brevi, accolto ricorso di Aigab verso il Comune Bologna
02 Gennaio 2026, 09:00
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da CleanBnB, azienda di property management cofondatrice di AIGAB-Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi, contro il Comune di Bologna, disponendo l’annullamento dell’impianto regolatorio adottato dall’Amministrazione comunale in materia di locazioni turistiche.
Secondo i giudici di Palazzo Spada, il Comune ha modificato in modo sostanziale la disciplina urbanistica sulle locazioni brevi senza rispettare le garanzie partecipative previste dalla Legge Regionale n. 24/2017. In particolare, l’introduzione di regole fortemente impattanti – come la nuova categoria urbanistica B3 e il requisito dell’alloggio minimo nel centro storico – è avvenuta solo nella fase finale di approvazione del Piano Urbanistico Generale (PUG), senza una nuova pubblicazione che consentisse ai soggetti interessati di presentare osservazioni.
Il Consiglio di Stato ha ritenuto tale vizio procedurale decisivo, richiamando esplicitamente gli articoli 43 e 46 della legge regionale, che impongono un procedimento trasparente e partecipato quando le scelte incidono in modo significativo su interessi economici e sociali rilevanti.
Con la riforma della sentenza di primo grado e l’annullamento degli atti impugnati, le SCIA presentate risultano pienamente valide ed efficaci, mentre il PUG del Comune di Bologna è dichiarato illegittimo e annullato limitatamente alla parte relativa alle locazioni brevi.
AIGAB esprime particolare soddisfazione per il passaggio della sentenza che riconosce come le modifiche introdotte non fossero meri aggiustamenti tecnici, ma decisioni di forte rilievo economico-sociale, capaci di incidere su un intero segmento di mercato. Un riconoscimento che rafforza la necessità di un confronto reale con gli operatori del settore.
Alla luce della decisione, è dunque possibile ripresentare richieste di avvio di attività di affitto breve secondo la normativa precedente. Il Comune dovrà ora avviare un nuovo iter regolatorio nel rispetto delle corrette procedure partecipative, un processo che richiederà presumibilmente diversi mesi. Inoltre, coloro ai quali era stata negata l’autorizzazione sulla base della normativa ora annullata potranno far valere il diritto a un risarcimento dei danni subiti.
“Il nostro auspicio – ribadisce e conclude AIGAB nella nota – è che l’Amministrazione comunale apra finalmente un tavolo di confronto per lavorare insieme a eventuali modifiche normative, evitando decisioni unilaterali su un mercato che, legittimamente, dà lavoro a migliaia di famiglie bolognesi. È necessario adottare un vero modus operandi partecipativo e democratico, che coinvolga i reali protagonisti del settore: i proprietari, che esercitano il proprio diritto di proprietà, e gli imprenditori, che esercitano altrettanto legittimamente il diritto d’impresa, contribuendo a creare valore e ricchezza sul territorio”.