Airbnb contribuisce al Pil europeo con 53 miliardi
09 Marzo 2026, 11:10
Toronto 377189951
Nel 2025 in Europa si sono registrati oltre 114 milioni di arrivi di ospiti su Airbnb, contribuendo per più di 53,2 miliardi di euro al PIL dell’Unione Europea e sostenendo oltre 904.000 posti di lavoro.
In Italia, l’84% degli intervistati ha sperimentato almeno una volta il bisogno di un alloggio transitorio, superando la media europea, che si attesta all’81%.
Secondo un nuovo sondaggio paneuropeo commissionato da Airbnb, l’84% degli italiani ha avuto bisogno di una soluzione abitativa flessibile, a causa di un trasferimento temporaneo. Percentuale che supera la media europea, dove più di 8 persone su 10 (81%) hanno sperimentato questa necessità. Nonostante si tratti di un’esigenza diffusa, l’attuale sistema abitativo presenta un vuoto strutturale tra il soggiorno breve e la residenza stabile, rendendo la ricerca di una soluzione di affitto transitorio difficile o spesso inaccessibile dal punto di vista economico.
In questo contesto, gli affitti brevi si affermano come soluzione di riferimento, con la maggioranza degli intervistati che li considera l’opzione più conveniente e accessibile. Tra le principali motivazioni, le persone ricorrono agli affitti brevi mentre cercano una casa a lungo termine (27%), per motivi di studio o istruzione (24%), lavoro (24%), accesso a cure mediche (23%) e formazione professionale (21%).
“Il dibattito europeo sulla casa ignora un tassello fondamentale: i bisogni di chi non è né turista né residente stabile. Per milioni di persone un alloggio temporaneo non è un lusso, ma una necessità. Gli affitti brevi dovrebbero essere riconosciuti come un’infrastruttura abitativa essenziale, a sostegno dei lavoratori europei, delle famiglie in fase di transizione e di chi è stato costretto a trasferirsi e non ha una casa. Solo attraverso un dialogo tra settori diversi e politiche equilibrate basate sui dati, l’Europa può garantire che le sue città rimangano vivaci, inclusive e accessibili per tutti”, George Mavros, Head of Government Affairs for the European Union at Airbnb.
Una risposta a tipologie diverse di soggiorno
Studenti: accanto alla cronica carenza di alloggi per studenti, molti giovani – soprattutto internazionali – che arrivano in una nuova città hanno bisogno di trovare un alloggio per brevi periodi di transizione. Gli affitti brevi, insieme a iniziative come lo ‘Student Housing Fund’ di Airbnb a Berlino, offrono un’importante soluzione abitativa temporanea.
Soggiorni per motivi medici: secondo i ricercatori italiani, ogni anno, circa 1 milione di pazienti (l’8,8% dei ricoveri totali) necessita di cure fuori dalla propria regione di residenza. Questo fenomeno si riflette anche tra gli ospiti di Airbnb in Europa, che spesso viaggiano per soggiornare vicino alle strutture sanitarie. Ad esempio, nei pressi degli ospedali La Pitié-Salpêtrière e Hôpital Necker Enfants a Parigi, ci sono oltre 2.200 alloggi Airbnb nel raggio di 1 km, che nel 2025 hanno accolto 25.000 ospiti.
Risposta alle emergenze: Airbnb.org, l’organizzazione non profit indipendente fondata da Airbnb, ha fornito oltre 1,6 milioni di notti gratuite per affitti transitori a oltre 250.000 persone, dal 2020. Questo include il supporto alle comunità colpite da disastri naturali, ad esempio attraverso la nuova partnership con la Fédération nationale des sapeurs-pompiers de France per offrire alloggi di emergenza alle famiglie colpite dalla tempesta Nils.
Grandi eventi: la condivisione degli alloggi consente alle città di aumentare in maniera flessibile la capacità ricettiva durante i grandi eventi, senza dover investire in infrastrutture permanenti e costose. È accaduto, ad esempio, durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi, i Mondiali FIFA e, più recentemente, le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Le Olimpiadi di Parigi sono state il più grande evento di hosting nella storia di Airbnb, con quasi 700.000 ospiti provenienti da 160 Paesi e territori nell’area parigina e un aumento del 35% dell’offerta di alloggi nella regione.
Gli affitti brevi sono un motore economico per l’Europa
Accogliendo oltre 114 milioni di arrivi di ospiti nell’UE nel 2025, gli host su Airbnb hanno contribuito con più di 53,2 miliardi di euro al PIL europeo e sostenuto oltre 904.000 posti di lavoro. Ospitare su Airbnb rappresenta anche una fonte fondamentale di reddito integrativo per molti cittadini. Secondo un sondaggio tra gli host dell’Unione Europea, l’80% affitta una sola casa intera, mentre quasi la metà (47%) afferma che il reddito generato dall’hosting li aiuta a potersi permettere di continuare a vivere nella propria abitazione.
Politiche equilibrate e basate sui dati sono cruciali per il futuro delle città
Mentre la Commissione Europea prepara il suo Affordable Housing Action Plan, è il momento di affrontare in modo olistico le sfide che interessano le città europee. La nuova Future of Cities Coalition riunirà voci provenienti da diversi settori per affrontare le pressioni legate all’offerta abitativa, all’accessibilità economica e agli impatti sociali e ambientali del turismo, incluso il ruolo degli affitti brevi.
Gli affitti brevi svolgono un ruolo importante nel rispondere al bisogno di alloggi flessibili nelle città, ma il loro impatto sul mercato immobiliare rimane marginale. Nel 2025, gli annunci su Airbnb di intere abitazioni occupate per 120 notti o più rappresentavano solo lo 0,13% di tutte le unità abitative nell’UE. In tutti i 27 Stati membri, tali annunci costituiscono meno dell’1% dello stock abitativo totale. Anche nelle 10 città più popolose dell’UE, la quota media rimane allo 0,37%, variando dallo 0,09% a Berlino allo 0,65% a Parigi.
Lo stock di abitazioni vuote, invece, rappresenta una quota molto più ampia del patrimonio abitativo complessivo: fino a 1 abitazione su 5 nell’Unione Europea. Nel complesso, Croazia, Bulgaria, Grecia, Portogallo e Spagna contano oltre 14 milioni di case vuote, più di 169 volte il numero degli alloggi Airbnb utilizzati frequentemente.
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