Lago Barcis, 1° festival dedicato a Pestith e cibi fermentati
01 Aprile 2026, 09:45
La fermentazione è una delle tecniche più antiche della storia dell’alimentazione e, allo stesso tempo, uno dei temi più innovativi della gastronomia contemporanea, dalle cucine dei ristoranti stellati alla ricerca scientifica sul microbioma alimentare.
È proprio a questa cultura del cibo trasformato dal tempo e dai microrganismi che è dedicata la 3° Festa del Pestith e dei Fermentati, in programma sabato 11 e domenica 12 aprile sul Lago di Barcis, in Valcellina (Pordenone). L’evento rappresenta oggi l’unica manifestazione in Italia interamente dedicata alla cultura della fermentazione, capace di mettere in dialogo tradizioni locali e pratiche gastronomiche provenienti da tutto il mondo.
Al centro della manifestazione organizzata da Slow Food Pordenone c’è il Pestith, antica preparazione contadina ottenuta dalla fermentazione della rapa tonda dal colletto viola, oggi Presidio Slow Food e simbolo di un sapere alimentare radicato nelle valli del Cellina e del Vajont. Nato come tecnica di conservazione delle verdure nei mesi invernali, il Pestith racconta una storia di ingegno rurale, biodiversità e cultura gastronomica che oggi trova nuova attenzione anche nella cucina contemporanea.
Partendo da questa tradizione locale, la Festa del Pestith e dei Fermentati si è rapidamente trasformata in un appuntamento dedicato all’intero universo dei fermentati: dalle verdure ai latticini, dal pane alle bevande, fino alle pratiche di fermentazione diffuse nelle cucine del mondo.
Durante le due giornate il pubblico potrà partecipare a degustazioni guidate, laboratori pratici, incontri con esperti, showcooking e momenti di divulgazione dedicati al ruolo dei microrganismi nella trasformazione degli alimenti e alla loro importanza nella storia dell’alimentazione umana.
Oltre all’aspetto gastronomico, la manifestazione si propone come progetto culturale di valorizzazione dei saperi alimentari, capace di collegare le pratiche contadine delle montagne friulane alle riflessioni più attuali sul futuro del cibo: dalla biodiversità alla sostenibilità, fino alla riscoperta dei processi naturali di trasformazione degli alimenti.