giovedì, 15 Aprile 2021

Consorzio Turistico Arta Terme mette a punto progetto ‘anticrisi’ per la montagna

“Escursionismo e turismo di prossimità non salvano la stagione: l’impatto economico sul comparto alberghiero e sulle attività ricettive extra alberghiere di chi pratica scialpinismo e ciaspole è limitato, ma vogliamo sfruttare questo momento per pensare a una via di sviluppo alternativa per la nostra montagna. Il desiderio di vacanza c’è e le prospettive per l’estate ci fanno ben sperare, ma molto dipende anche dalle decisioni su nuove restrizioni”. Ad affermarlo 

Chiara Gortani, presidente del Consorzio Turistico Arta Terme Benessere Alpino.
“Da San Valentino – racconta Gortani – abbiamo registrato il tutto esaurito nelle strutture ricettive e, pur con numeri ridotti per le prescrizioni anti-Covid, anche per molte delle attività in calendario, come le ciaspolate di giorno e in notturna con arrivo in baita e il trekking a cavallo sulla neve. Poi sono arrivate disdette per la mancata aperture degli impianti, ma anche il weekend scorso abbiamo replicato la piena occupazione grazie alle belle giornate e alla permanenza della nostra regione in zona gialla”.

Il Consorzio Arta Terme ha sviluppato, con il supporto di Promoturismo FVG, un progetto anticrisi per ripensare la propria offerta. Si punta su linee di prodotto che hanno come fulcro la rigenerazione di se stessi nella natura, per vivere la montagna in modo alternativo. Sono proposte multi-attività a forte impatto emozionale ed esperienze insolite ad alto valore aggiunto, ancora più importanti dopo i mesi di chiusura: ad esempio, passeggiate al lume delle lanterne con guide naturalistiche locali e i volontari di Carnia Greeters, laboratori per adulti e bambini, escursioni in e-bike con arrivo in malga, trekking a cavallo tra i boschi della Carnia, attività di volo libero in biposto e attività in acqua.
“Alle attività si accompagnano la ricettività con zone wellness curate e dai piccoli numeri, e il comparto ristorativo, strutture piccole e a conduzione familiare, curatissime ed estremamente accoglienti, dove la dimensione umana è fondamentale. Senza dimenticare relax e benessere al Centro termale di Arta – continua Gortani – Anche nei mesi scorsi non siamo stati fermi e per reagire alle chiusure forzate – spiega infine Gortani – abbiamo fornito ospitalità alle troupe impegnate nelle riprese del film Piccolo Corpo di Laura Samani, girato tra Carnia e Tarvisio e prodotto dalla friulana “Nefertiti Film”, ma anche a quasi 200 atleti e delegazioni sportive impegnati in gare nazionali e internazionali di sci alpino sullo Zoncolan, in collaborazione con lo Sci Club Tolmezzo”.

I dati turistici del comprensorio di Arta, nella stagione estiva, avevano già segnato una flessione del 25% sul 2019, nonostante il recupero avvenuto nel mese di agosto grazie al turismo nazionale. Con lo stop forzato allo sci, c’è stato uno scenario di ulteriore riduzione delle presenze e di sofferenza degli operatori economici della filiera del turismo. Secondo i dati di Demoskopika sulle perdite del turismo bianco, per il Friuli-Venezia Giulia – 104 km di piste e 50 impianti di risalita – il dato è di 209.000 turisti persi, che si traduce in 164 milioni di euro di flessione della spesa turistica.

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