Il Museo delle Mura racconta la storia delle fortificazioni di Roma
24 Luglio 2026, 09:45
Roma non è soltanto la città del Colosseo, dei Fori Imperiali o della Fontana di Trevi. La sua ricchezza risiede anche nella moltitudine di luoghi meno battuti dal turismo di massa, dove il passato continua a raccontarsi attraverso pietre, mura e monumenti conservati. Passeggiare nella Capitale significa attraversare oltre duemila anni di storia. Tra queste testimonianze, il Museo delle Mura si trova all’interno di Porta San Sebastiano, la più grande e meglio conservata tra le porte delle Mura Aureliane, il sistema difensivo fatto costruire dall’imperatore Aureliano tra il 271 e il 275 d.C. per proteggere la città dalle incursioni barbariche. Le mura, lunghe circa 19 chilometri, circondavano l’intero abitato e rappresentavano una delle opere di ingegneria militare più importanti dell’antichità. Il museo dedica spazio anche alla storia delle antiche porte della città, spiegando il ruolo che questi ingressi fortificati svolgevano nel controllo degli accessi, nella difesa militare e nell’organizzazione della vita urbana.
La Porta San Sebastiano, conosciuta in passato come Porta Appia per la sua posizione lungo la via consolare, rappresentava uno degli ingressi principali alla Capitale e conserva ancora oggi gran parte delle sue strutture originarie, comprese le torri cilindriche. L’allestimento del museo, distribuito su primo e secondo piano della porta, permette di comprendere la storia della costruzione delle mura e le trasformazioni subite nel corso dei secoli. Attraverso pannelli illustrativi, ricostruzioni, reperti e approfondimenti storici divisi per sezioni antica, medievale e moderna, il visitatore può seguire l’evoluzione delle fortificazioni romane, dalle origini fino agli interventi medievali e rinascimentali. All’interno del museo sono custodite antiche macchine da guerra utilizzate durante gli assedi, mentre in una sala al primo piano sono ospitati alcuni plastici che raffigurano le diverse fasi costruttive delle mura. Nella torre occidentale è visibile un mosaico realizzato tra il 1940 e il 1943, raffigurante due cervi e una tigre in agguato, immersi in una cornice di elementi vegetali. In un’altra sala si trova un ulteriore mosaico in bianco e nero, sempre risalente agli anni Quaranta del Novecento, che rappresenta un condottiero a cavallo circondato da soldati e armi.
Uno degli elementi della visita è il percorso lungo il camminamento di ronda: percorrendo questo tratto sopraelevato, restaurato e accessibile, si ha la possibilità di osservare la struttura interna delle mura, le torri di avvistamento e gli spazi destinati ai soldati incaricati della difesa della città. Dal camminamento si aprono inoltre scorci sull’Appia Antica e sui quartieri circostanti.
Per chi desidera soggiornare nel centro storico, l’FH55 Grand Hotel Palatino, situato a pochi passi dal Colosseo, consente di raggiungere facilmente il Museo delle Mura e le principali attrazioni della città.