lunedì, 25 Gennaio 2021

Federbalneari Lazio si schiera la fianco delle coste di Olbia

“Ancora una volta la Regione Lazio rinnova e rilancia impegni in ‘Difesa della costa’ sul litorale romano. Ancora una volta però, dispiace constatarlo, mentre si avvia una interlocuzione per arrivare ad un Tavolo concertativo certo e trasparente che invochiamo dal 2014, quando si tratta di Ostia c’è sempre qualche spiacevole sorpresa – dice Marco Maurelli, presidente Federbalneari Lazio – L’erosione costiera non è più una minaccia ma una certezza. Ma fino ad oggi le ricette messe in campo per proteggere il litorale hanno prodotto più danni che vantaggi con conseguenze ambientali, paesaggistiche ed economiche sotto gli occhi di tutti. Il 24 novembre scorso abbiamo rinnovato le nostre preoccupazioni e la richiesta di un Tavolo tecnico congiunto e partecipato con tutti i soggetti interessati e competenti rispetto a una programmazione di ‘Difesa della costa’ non più rinviabile, a oggi non abbiamo avuto alcun risposta se non scoprire dagli organi di stampa che in realtà per Ostia esiste un Cronoprogramma di lavori, diversificato a seconda i tratti del litorale interessato dall’erosione”.

“Dopo aver letto le risultanze del Consiglio straordinario messe in campo dal Municipio X, in presenza del rappresentante della Regione Lazio, sul tema ‘Difesa della costa e lotta all’erosione’, ci siamo allarmati – prosegue Maurelli – è dal 2014 che per quanto riguarda il litorale di Ostia Levante, chiediamo un piano di Difesa della costa sostenibile paesaggisticamente, ambientalmente ed economicamente. In questa nostra richiesta siamo stati sostenuti dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM), dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MIBACT), dall’Ispra, dalla Presidenza della riserva di Capocotta e della Riserva Naturale del litorale romano, forti anche delle istanze ambientaliste”.

“Apprendiamo con preoccupazione il fatto che la Regione rilanci a Levante un progetto di difesa della costa di ‘soffolta a celle’ che per esistere necessariamente deve prevedere dei ‘pennelli’. Non solo, questi paventati nuovi lavori di ‘armamento della costa’ partiranno dal Canale dei Pescatori. Senza entrare in altri tecnicismi, in soldoni si getteranno in acqua scogli per formare una gabbia armata che inevitabilmente finirà per generare erosione su erosione alle spiagge sottoflutto, in un gioco di domino che sarà inarrestabile e in pochi anni si mangerà anche Capocotta e Castelporziano, ribadiamo un patrimonio naturale, inestimabile.

Progetto che anche questa volta ha già visto esprimere perplessità dal Ministero dell’Ambiente con una richiesta di chiarezza alla Regione Lazio. Perché perseverare in errori irreversibili, generando scientemente erosione? Perché la Regione Lazio non tratta Ostia come il mare della Capitale, risanando e rigenerando il litorale con un progetto all’avanguardia con standard paesaggistici, ambientali che rilancino difesa della costa ed economia? Si potrebbe cominciare a risolvere individuando a monte gli inneschi dell’erosione?”

“Anche quest’anno, come nel 2014, è stata una petizione dei balneari ad allertare i ministeri competenti in difesa delle spiagge di Levante, comprese Capocotta con le sue dune patrimonio UNESCO e Castelporziano, aree naturali protette, siti di interesse comunitario (Sic e Zps). Una narrazione che non fa comodo alla politica? Alla luce delle complesse situazioni costiere che stanno devastando il litorale romano rinnoviamo alla Regione Lazio l’urgenza di un confronto e la concertazione con i ministeri competenti; rinnoviamo la nostra disponibilità per quanto ci compete; rinnoviamo l’invito ad una visita guidata a tutte le spiagge di Levante – oltre la Rotonda di Ostia – per scoprire pregi e altre gravi criticità. Non vogliamo pensare che esistano balneari di serie A e quelli di serie B. Ben venga lo stato di calamità per ristorare le strutture danneggiare da mareggiate ed effetti atmosferici devastanti, come nel caso della tromba marina che ha colpito la Vecchia Pineta, ma che non si colga l’occasione per opere in somma urgenza irreversibili e devastanti, da parte nostra siamo pronti a diffidare per danno temuto la Regione Lazio, il Municipio e il Comune di Roma”, conclude Maurelli.

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