mercoledì, 3 Marzo 2021

Fiavet Lazio mette sul tappeto le problematiche che affliggono il turismo

E’ lecito, alle vigilia della imminente tornata elettorale, chiedere agli schieramenti in lizza per il governo regionale e nazionale, quali siano le rispettive posizioni in merito ad un settore di rilevanza importanza economica, come il turismo?  Per Fiavet Lazio non solo è lecito ma legittimo.

Per rispondere a tutte queste domande, l’Associazione ha convocato una conferenza stampa il cui scopo era quello di ufficializzare, ammesso che ce ne fosse bisogno, le necessità immediate e future del settore ed inviare un segnale concreto a chi dovrà poi gestirle. Circa le problematiche, nell’elencarle, Fiavet Lazio ha cercato anche di dare delle risposte.

Per quanto concerne Roma, ad esempio, pur riconoscendo che gli ambiti di competenze non coincidono con quelli della Regione, il presidente Ernesto Mazzi non ha potuto non riconoscere l’impegno dell’assessore Adriano Meloni, nella gestione del problema sulla circolazione dei bus turistici. Ma le emergenze sono tante e non sempre hanno trovato il logico riscontro nelle istituzioni, come quelle relative all’ “Abusivismo” o al “Colosseo”.

Un altro punto centrale è la “Legge Regionale” che secondo Mazzi deve essere riscritta. “E’ tempo di intervenire – aggiunge – partendo dal presupposto che fra i punti da regolamentare figurano le “Professioni” e i “Pacchetti Turistici”.

Altro punto caldo sul tappeto è quello della “Formazione” e del “Lavoro Giovanile”. “Oggi – dichiara ancora il Presidente di Fiavet Lazio – gli Istituti Tecnici per il Turismo hanno perso molto del loro ruolo originario. Alla teoria non segue la pratica, si tende a bypassare il tirocinio e il giovane mostra sempre meno interesse. Una condizione probabilmente dovuta alle poche opportunità d’inserimento nel mondo del lavoro che, comunque, è alla costante ricerca di figure professionali adeguate. Le forze politiche che verranno dovranno farsi carico di queste problematiche e risolverle perché il settore lo richiede”.

E ancora. Quanti sanno che le agenzie di viaggio per operare hanno bisogno di un Direttore Tecnico? E quanti sanno che questa figura professionale si acquisisce per mezzo di un regolare concorso pubblico che nella Regione Lazio non viene bandito da decenni?

Un altro passaggio l’Associazione lo ha focalizzato sulla cosiddetta “tassa di soggiorno”, che poi tassa non è, ma “contributo”, come ha tenuto subito a chiarire Mazzi, da reinvestire nella promozione turistica.

Per quanto concerne il supporto da dare alle agenzie di viaggio per tutelare maggiormente il consumatore, è stato affrontato il problema del Fondo di Garanzia. “La nuova normativa – dice Mazzi – non tutela assolutamente il consumatore perché, nel caso di un’agenzia che trasgredisce la norma (pur essendo in regime di obbligatorietà), non c’è garanzia che tenga. Anche in questo caso la Regione dovrebbe intervenire, trovando gli strumenti idonei per queste evenienze”.

Gli ultimi due problemi che l’Associazione pone sul tappeto riguardano la “Competitività” che non riguarda solo questo settore ma che è trasversale ad altri, e la “Fatturazione elettronica”.  Sul primo, molto dipende dalla regime IVA applicato da paese a paese. Il Governo che verrà, in questo settore deve essere, a livello europeo, intransigente.

Sul secondo, infine, molti sono i dubbi che nascono dall’introduzione (1° gennaio 2019) delle cosiddette “transazioni tracciabili”. Le nostre aziende saranno in grado di assolvere a questo dovere? Ma, soprattutto ci saranno strutture in grado di monitorare la situazione e di intervenire?

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