martedì, 26 Gennaio 2021

L’appello di ATR: anche in zona gialla hotel aperti ma senza ospiti e prospettive

“Il DPCM di Natale ha consolidato la tradizione che vuole gli hotel aperti, ma con pochissime chance di lavorare per via di restrizioni che rendono sconveniente qualunque spostamento. Il caso della Lombardia è emblematico – spiega in una nota ATR, associazione degli albergatori milanesi di Confesercenti – Anche se la Regione diventerà zona gialla dal 13 dicembre, questo non permetterà di avere ospiti, dato che dopo il 20 si richiude tutto e non c’è tempo né per programmare un’ipotetica vacanza, né grandi motivi per farla. Anche il turista che volesse fare shopping a Milano troverebbe una città che non è pronta: senza attrazioni aperte, senza la possibilità di cenare fuori e con il colmo di dover mangiare in camera in una ipotetica sera del 31 dicembre passata in hotel.
Oltre il danno, la beffa – spiega il presidente di ATR Rocco Salamone – Non solo non avremo turisti, ma anche aiuti molto al di sotto le aspettative: gli hotel sono formalmente aperti e la Regione ha dato priorità alle attività che sono state chiuse. Invece il Comune ha dato agevolazioni su tasse che avrebbero già avuto pochi introiti vista la pandemia. A questo si aggiunge la mancanza di progettualità per i mesi a venire: mentre altre città propongono bollini di sicurezza e voli covid-tested da Milano passa il messaggio che gli eventi principali vengono rinviati a settembre. Per questo pensiamo serva un tavolo di lavoro, con le principali associazioni che rappresentano le imprese del turismo, che coordini la strategia con cui comunicare al mercato quando Milano e la Lombardia saranno pronte a ripartire. Oggi si insiste troppo con una narrazione del non fermarsi e non ci si accorge che altre destinazioni hanno preso la rincorsa.
Hotel senza futuro e senza alternative – prosegue la nota dell’associazione – oggi agli hotel è preclusa anche la possibilità di avviare la procedura per diventare Covid Hotel e minimizzare i danni: gli alberghi hanno paura di ricevere uno sfratto, come successo all’associato Mokinba King Hotel di Corso Magenta.
“L’impossibilità anche di organizzare una cena di San Silvestro per gli ospiti decreta la poca fiducia delle istituzioni nella nostra categoria e nella capacità di far rispettare le regole. Ne prendiamo atto, ma se non possiamo lavorare neanche a dicembre dobbiamo avere almeno garanzie adeguate per il futuro che ci giochiamo nei prossimi mesi, a livello di progettualità e di garanzia di poter continuare a fare gli albergatori. Oggi chi gestisce un hotel rischia di non poter pagare un affitto e di ricevere uno sfratto esecutivo anche per pochi giorni di ritardo. In altri casi i proprietari potrebbero cedere alle lusinghe della criminalità organizzata e svendere i propri gioielli. Per questo chiediamo anche un provvedimento che blocchi gli sfratti, almeno fino alla fine dell’emergenza”.

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