Il Lario accelera e punta sul ‘lusso delle esperienze’

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Il Lago di Como si prepara a archiviare le incertezze dello scorso anno e a registrare una stagione turistica dai grandi numeri, trainata dal ritorno dei flussi internazionali e da un riposizionamento strategico verso il turismo d’esperienza e l’artigianato locale.

A tracciare la fotografia del comparto per l’estate 2026 è Ampellio Ramaioli, esponente della terza generazione della società di NCC Transfer Lake Como e fondatore del portale Lake Como Tourism. Dopo la flessione fisiologica registrata nel 2025 (-7%), le prenotazioni corrono di nuovo ai livelli record del 2024. Nonostante i rallentamenti geopolitici registrati a inizio primavera, i flussi sul Lario sono pienamente ripartiti, inserendosi nel quadro estremamente positivo tracciato dall’Osservatorio regionale, che stima per l’intera Lombardia circa 27,7 milioni di presenze tra giugno e settembre (+5,9%).

La clientela del Lario si conferma a fortissima trazione estera: i visitatori italiani rappresentano appena il 17-18% del totale, mentre la quota di maggioranza è saldamente presidiata da tedeschi, francesi, svizzeri e statunitensi. Diversamente, se la clientela dell’Est Europa è ormai quasi azzerata a causa del conflitto in Ucraina, i turisti alto-spendenti del mondo arabo preferiscono fare base negli hotel di Milano, visitando Como prevalentemente con escursioni in giornata. Per i soggiorni stanziali sul lago, la durata media si attesta tra i tre e i quattro giorni, una formula che gli operatori considerano ideale per garantire un ricambio continuo e una redditività costante alle strutture ricettive del territorio.

A fare la differenza nelle scelte d’acquisto dei viaggiatori è oggi la ricerca del ‘Made in Como’, inteso come patrimonio culturale, architettonico e manifatturiero da scoprire con lentezza.
“Sul nostro lago ci sono tanti artigiani che si tramandano il lavoro di generazione in generazione – spiega Ramaioli – come la pelletteria a Bellagio, la seta a Como, la nautica e lo straordinario patrimonio delle ville storiche. Quello che oggi i turisti chiedono al lago è un’esperienza ‘lenta’: cercano benessere mentale, relax e la possibilità di vivere la cultura italiana partendo dai valori semplici della nostra tradizione. Oggi il lusso non è più mostrare qualcosa di materiale, ma vivere un momento memorabile ed esclusivo”.

Un trend che continua ad attirare star internazionali e acquirenti di immobili di prestigio, un fenomeno in crescita che, pur accrescendo l’appeal globale della destinazione, impone secondo gli addetti ai lavori un’attenta pianificazione per non snaturare l’identità autentica dei piccoli borghi lariani.

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