La Velarca ha un nuovo spazio verde affacciato sul lago
10 Luglio 2026, 09:30
Photo credit @ Roberto Morelli
Apre al pubblico, risistemato e attrezzato dopo poco più di sei mesi di lavori, il Giardino della Velarca a Ossuccio, in provincia di Como: la casa-barca progettata negli anni ’50 dal celebre studio milanese BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers), donata da Aldo e Maria Luisa Norsa nel 2011 al FAI, che ne ha curato il lungo e complesso restauro e che dal 2024 la rende visitabile.
Il Giardino è un terreno fronte lago di 325 mq, con accesso dalla Strada Statale, stretto tra il ripido versante dominato dalla Torre cosiddetta del Barbarossa – anch’essa un Bene del FAI – e la riva, con vista sull’Isola Comacina e, di lato, su Villa del Balbianello, terzo Bene del FAI in questo suggestivo angolo del paesaggio lariano: l’insenatura del lago di Como detta ‘zocca de l’oli’ (‘conca dell’olio’), così chiamata per le sue acque ‘lisce come l’olio’ e per il clima mite che favorisce la crescita degli ulivi.
Il piccolo terreno fu acquistato dalla famiglia Norsa per costruirvi una casa, ma era stretto e inedificabile. Da qui nacque l’idea, suggerita dagli amici e architetti milanesi, di realizzare una casa-barca, tuttora ormeggiata nello stesso luogo.
Parte integrante del progetto originario era anche il giardino, immaginato come un orto con ulivi, terrazzamenti coltivati e fioriti, una piccola fonte d’acqua e una tettoia sotto cui godere dell’ombra e della vista del lago: un utile complemento alla vita in barca, un luogo pensato per sostare, accogliere, ricevere e favorire l’incontro tra amici.
Il progetto non fu mai realizzato. Oggi, però, recuperato dagli archivi, ha ispirato la risistemazione di questo spazio che, oltre alla vegetazione, ospita anche servizi dedicati ai visitatori della Velarca: uno spazio ombreggiato per sostare di fronte alla barca e al panorama, utilizzabile anche per piccoli eventi, con punto accoglienza e servizi igienici.
L’apertura, a partire dal 26 giugno, coincide con uno speciale appuntamento delle ‘Sere FAI d’Estate’, manifestazione che coinvolge tutti i Beni della Fondazione, aperti oltre il normale orario per visite speciali ed eventi nelle sere estive. L’iniziativa sarà replicata anche in altre date di luglio e agosto.
Nel giardino, i bassi muretti di terrazzamento in pietra, elementi tipici della tradizione costruttiva locale e paralleli al parapetto del lago, creano aree pianeggianti dedicate a diverse tipologie di vegetazione. Percorsi in pietra ‘persa’ collegano i vari punti del giardino dove, seguendo i disegni dei BBPR, sono stati messi a dimora nuovi ulivi, accompagnati da altre essenze tipiche dell’area del lago di Como, come corbezzoli e melograni. I cipressi e gli ulivi già presenti sono stati conservati e sottoposti a interventi di cura.
Ogni dettaglio è stato progettato per dialogare con la Velarca: dal rivestimento esterno in listelli di legno color mogano della biglietteria e dei servizi, alle mensole a ribalta destinate all’esposizione dei prodotti, fino agli arredi, agli elementi tessili e ai pavimenti blu, identici a quelli presenti all’interno della casa-barca.
Il giardino completa così la visita alla Velarca, restituendo integralmente il progetto e il significato di questo originalissimo capolavoro dell’architettura moderna, oggi finalmente accessibile al pubblico.
Scrivevano i progettisti nel 1962:
“Non è forse il fatto di abitare su una barca che qui conta, quanto il rapporto che si è creato fra questa barca ferma, il pontile, lo specchio d’acqua, il giardino: un ambiente composto di terraferma, acqua, natanti, elementi diversi vicinissimi; si passa e si ripassa dall’uno all’altro. La situazione dell’essere ‘all’ormeggio’ ha un suo valore preciso e completo.”
Gli interventi di restauro e valorizzazione sono stati realizzati dal FAI grazie alla collaborazione con enti pubblici e al contributo di privati, aziende e cittadini.

