Serviced apartment tra i segmenti più dinamici dell’hospitality
07 Aprile 2026, 11:50
Il mercato dell’ospitalità sta evolvendo verso modelli sempre più ibridi che integrano servizi alberghieri e unità residenziali. Una trasformazione che riflette nuove esigenze di soggiorno, caratterizzate da maggiore flessibilità nella durata – dai brevi periodi alle permanenze medio-lunghe – e da una crescente attenzione alla qualità e alla funzionalità degli spazi.
Il trend emerge da un’analisi di Halldis by Vita, società italiana di property management attiva dal 1986 nella gestione e valorizzazione di serviced apartment, acquisita da Castello Sgr nel 2024. Secondo lo studio, l’Italia continua a confermarsi tra le principali destinazioni europee con circa 476 milioni di presenze registrate nel 2025, posizionandosi al secondo posto dopo la Spagna. Il turismo rappresenta inoltre circa il 10,8% del PIL nazionale, mentre il comparto extra-alberghiero ha registrato una crescita del 120% nell’ultimo decennio.
Nonostante la crescita della domanda, il mercato resta ancora frammentato: le locazioni temporanee generano complessivamente circa 41,7 miliardi di euro tra prenotazioni e indotto, ma il 96% degli immobili è ancora gestito da proprietari privati. Parallelamente, circa 9,6 milioni di seconde case risultano inutilizzate, configurando un potenziale significativo per nuove forme di ospitalità organizzata.
In questo scenario si inserisce il modello dei serviced apartment, oggi tra i segmenti più dinamici dell’hospitality. Il comparto in Italia è stimato in oltre 2 miliardi di euro e dovrebbe crescere con un tasso annuo composto superiore al 13% nei prossimi anni, sostenuto in particolare dalla domanda corporate e dalla diffusione di soggiorni di media durata.
Dal punto di vista dell’ospite, il modello supera la tradizionale formula della camera d’hotel per avvicinarsi a un concetto di abitare temporaneo, con spazi più ampi, servizi integrati e maggiore flessibilità. Sul piano gestionale consente invece una riduzione dei costi fissi e una maggiore personalizzazione dei servizi.
Anche sul fronte degli investimenti il comparto mostra segnali di forte interesse: nel primo semestre del 2025 l’hospitality in Italia ha superato 1,2 miliardi di euro di investimenti, pari a circa il 24% del totale immobiliare, con prospettive di crescita fino al 25% entro il 2027.
“Stiamo osservando una crescente integrazione di questo modello già in fase progettuale – sottolinea Michele Diamantini, CEO di Halldis by Vita – con strutture pensate fin dall’origine per essere flessibili e gestibili in modo più efficiente. L’integrazione tra asset e gestione apre a logiche di valorizzazione più evolute, rendendo questi modelli particolarmente interessanti per investitori istituzionali e strategie di medio-lungo periodo”.