venerdì, 25 Giugno 2021

Le adv non moriranno: il virtuale non può soppiantare la loro professionalità

“Indipendentemente dal covid, anche se il covid ha sicuramente aiutato il cliente ad avere la piena consapevolezza del ruolo dell’adv, nei prossimi mesi e anni, ci aspettiamo una massa di gente che si recherà in agenzia per acquistare il viaggio, per conoscere le procedure covid delle strutture ricettive, delle compagnie aeree e la situazione dei diversi paesi”. Parola di Adriano Apicella, ad Welcome Travel, intervenuto oggi al quarto appuntamento della rubrica “Vieni a prendere un caffè da noi”, dal titolo “Sempre più in rete per affrontare il futuro”.

“Dopo il boom dovuto all’arrivo delle Ota – ha aggiunto Apicella – già nel triennio 2016/2019, si era registrata una crescita dei volumi significativa in adv. Ora però il cliente ha capito che la differenza del prezzo non esiste più, al massimo si pagano i 10, 20 euro di fee, ma in compenso hai a disposizione anche un consulente prima, dopo e durante la vacanza. Non è un caso che le Ota stanno creando l’adv virtuale. Ma noi non siamo l’omino virtuale: a marzo dello scorso anno quanto i nostri connazionali sono rimasti bloccati dalla pandemia in giro per il mondo e i grandi call center non rispondevano, l’adv ha lavorato giorno e notte per riportare i propri clienti a casa. Il valore umano e professionale che esprime l’adv è enorme. Per questo dico: stringiamo un altro po’ la cinghia perché è vero che i volumi del 2019 li rivedremo nel 2023, ma il nostro ruolo sarà rivalutato.  Una ricerca di qualche giorno fa diceva che oltre il 70% dei giovani della fascia 25/35 anni si sarebbe rivolto alle adv per prenotare la vacanza quando appena tre anni fa questo numero era del 25%. Ecco perché secondo me l’adv non morirà: il valore di chi conosce la destinazione non è clonabile, nessun omino virtuale può dare consiglio e consulenza”.

 

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