B&B e case vacanze anticipano chiusura per caro-energia

Turismo a rischio a settembre tra rincari energetici, inflazione, riduzione di rotte aeree low-cost e corse di treni alta velocità. Lo rileva un’analisi eseguita su un campione di strutture ricettive dall’OTei, Osservatorio turistico extralberghiero dell’Abbac (Associazione dei B&B, Affittacamere Case Vacanze), che rivede al ribasso e in alcuni casi azzera le buone previsioni di flussi turistici nella prime due decadi di settembre. E c’è chi già ha inteso anticipare la chiusura delle attività stagionali. In difficoltà non solo il sud e le isole, ma anche le mete più gettonate del nord.

“I rincari energetici – sottolinea il presidente nazionale Abbac Fenailp Agostino Ingenito – pesano e non poco sulle gestioni economiche delle strutture ricettive, tanto che già ci giungono comunicazioni di anticipare la chiusura per alcune attività ricettive con licenza stagionale. Non sono sostenibili le bollette energetiche di agosto, che in alcuni casi hanno superato il 300% rispetto allo stesso consumo dello scorso anno, e in tanti non saprebbero come reggere nei mesi prossimi”.

Non bastano gli aumenti del soggiorno, in media attorno al 20%; c’è chi sta prevedendo di aggiungere nel costo pernotto quote in percentuale per il consumo energetico per l’utilizzo del condizionatore e il consumo del gas metano per chi utilizza case ed appartamenti dotati di cucina. “Iniziano già a comparire annunci su alcuni dei maggiori portali di prenotazione, che indicano un prezzo aggiuntivo per i consumi energetici – aggiunge Ingenito – come pure ci annunciano chiusure stagionali anticipate rispetto agli anni scorsi per località turistiche che negli anni passati, soprattutto pre-pandemici, avevano prenotazioni confermate fino ad ottobre inoltrato”.

Dall’associazione esprimono preoccupazione anche per il rischio di un’anticipata riduzione delle rotte aeree. “I costi energetici – prevede Ingenito – potrebbero presto ridurre i collegamenti aerei come pure le corse di treni di alta velocità e di bus. Riduzioni che pesano e non poco per le nostre destinazioni turistiche soprattutto del Sud. Ecco perché auspichiamo interventi rapidi del Governo e dell’Unione Europea per ridurre i costi energetici e siamo fortemente preoccupati in vista del periodo natalizio. Insomma c’è il rischio palese di vanificare i successi di questa primavera estate 2022 e di ritrovarsi in una crisi economica senza precedenti per il nostro settore”.

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