CLIA, in Europa consumi navali giù del 18,5% ed emissioni CO₂ a -19,4%
16 Settembre 2026, 12:22
Il settore crocieristico accelera sulla transizione ecologica: in Europa, tra il 2018 e il 2025, il consumo medio di carburante per nave è sceso del 18,5% e le emissioni medie di CO₂ del 19,4% (dati Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima). È quanto rileva il rapporto annuale Environmental Technologies and Practices 2026 diffuso da CLIA, che traccia la mappa tecnologica di una flotta mondiale composta da 327 navi (pari a circa 692mila posti letto e a oltre il 95% della capacità globale).
“Le compagnie stanno investendo fortemente in nuovi combustibili, motori multi-fuel e tecnologie che rendono la flotta sempre più efficiente. Per far sì che questi sforzi siano efficaci occorre una stretta collaborazione tra governi, autorità portuali e comparto energetico, affinché i carburanti puliti siano disponibili su larga scala e sostenuti da adeguate infrastrutture a terra”, dice Bud Darr, presidente di CLIA.
Dal report emerge che le navi predisposte per l’elettrificazione da terra (cold ironing) sono più che triplicate dal 2018, raggiungendo quota 193 unità (65% della flotta) e destinate a salire a 279 entro il 2039. Tuttavia, la disponibilità a terra rappresenta il principale imbuto infrastrutturale: nel mondo meno del 3% dei porti crocieristici (appena 41 scali) dispone di almeno una banchina elettrificata. Crescono contemporaneamente le navi dotate di motori multi-fuel (salite da 1 nel 2018 a 30 nel 2026, con proiezioni a 69 entro il 2039) e l’adozione del GNL, il cui impiego è passato dallo 0,3% al 6,9%. Sul fronte di bordo, il 98,7% delle navi produce acqua dolce in autonomia e 249 unità adottano sistemi avanzati di trattamento delle acque reflue (AWTS).