Erosione costiera e clima minacciano lidi italiani, l’allarme di Legambiente

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La tutela delle coste e la gestione sostenibile del demanio marittimo si confermano priorità non più rinviabili per l’economia turistica del Paese. Secondo il nuovo report ‘Spiagge’ curato da Legambiente con l’Osservatorio Città Clima, negli ultimi 16 anni (2010-2026) ben 308 comuni costieri italiani (pari al 48% del totale) sono stati colpiti da 1.073 eventi meteo estremi tra allagamenti, trombe d’aria e mareggiate (queste ultime cresciute del +550% negli ultimi 5 anni). A pagarne il prezzo più alto è la filiera balneare del Sud Italia, con Sicilia (232 eventi), Puglia (136) e Calabria (104) in cima alle aree più impattate.

Di fronte a un’erosione che negli ultimi cinquant’anni ha già inghiottito oltre 40 milioni di metri quadrati di spiaggia (dati Ispra), l’associazione ambientalista sollecita il Governo su due fronti: la rapida adozione di un piano nazionale di adattamento specifico per le coste — puntando su rinaturalizzazione delle dune, protezione delle praterie di posidonia e leggi contro il consumo di suolo — e la definizione immediata delle Linee Guida per le gare di affidamento delle concessioni balneari, superando la sola proroga tecnica fissata al 2027 e introducendo parametri di sostenibilità ambientale.

“I dati raccolti nel nostro nuovo report dimostrano l’urgenza di attuare piani di adattamento e strumenti di governance che riducano il rischio per le persone, le abitazioni e le infrastrutture, e che permettano di programmare interventi volti al miglioramento della gestione dei territori”, ha detto il Direttore Generale di Legambiente, Giorgio Zampetti.

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