mercoledì, 28 Febbraio 2024

Expo 2030, Bocca: se va al ballottaggio Roma può farcela

“Per Roma e di riflesso per tutta l’Italia sarebbe un’opportunità straordinaria e dobbiamo lavorare tutti uniti per non perderla. Del resto basta osservare il precedente luminoso di Milano, che ancora oggi sta beneficiando dell’Expo 2015”. Non ha dubbi Bernabò Bocca,  presidente di Federalberghi, a poche ore dal verdetto del Bie, il Bureau International des Expositions, che si esprimerà su quale città tra Roma, Riad (Arabia Saudita) e Busan (Corea del Sud) dovrà ospitare l’Esposizione Universale del 2030.

“Per noi – racconta all’ANSA Bocca – è una cosa molto importante sia in termini di visibilità della destinazione sia in termini di investimenti che l’Expo ti costringe e a fare e poi rimangono nel tempo. Specialmente per una città come Roma che ha bisogno di investimenti forti nelle infrastrutture sarebbe molto importante avere un obbligo e un obiettivo su cui lavorare e migliorarsi”.

Secondo Bocca a contare non è solo il fatturato diretto della manifestazione (30 milioni di visitatori, un impatto positivo di circa 50 miliardi nell’arco di 10 anni, 11 miliardi di investimenti, 5 miliardi di investimenti esteri, 300mila posti di lavoro), ma anche di quello che significa il post manifestazione. Inoltre per la Città Eterna può significare anche non essere più percepita solo come un incredibile scrigno di tesori archeologici, storici e artistici: “Niente al mondo è come Roma, già Colosseo e Pantheon bastano da soli per non avere rivali ma possiamo offrire molto di più. Sfruttando bene quest’occasione, possiamo attirare nuovi turisti ma anche e soprattutto far tornare quelli che ci sono già stati. L’Italia è spesso vista come il viaggio della vita, che però si fa una volta sola. A Parigi, Londra, New York si torna anche 2-3 volte l’anno. Si torna in una città, seppur bellissima, se succede qualcosa. E allora ben vengano mostre internazionali, fiere, eventi. In una cornice come quella di Roma può succedere di tutto”.

Infine Bocca ribadisce che in questo momento nella capitale c’è un enorme fermento di aperture di alberghi di lusso. “Nei prossimi due anni – dice – arriveranno le prime 4-5 catene più grandi al mondo. Four Seasons aprirà due hotel (saremo una delle poche città al mondo), arriveranno Mandarin, Rosewood, Nobu, Six Senses. Possiamo dire che entreranno circa 1500 camere di livello extralusso. Alzando il livello dell’offerta ci saranno benefici per tutti. Abbiamo fatto uno studio per cui la voce albergo non incide mai più del 40% sul costo totale della vacanze. Quindi se parliamo di turisti altospendenti da 800 euro a notte, ne lasciano almeno 1000 sul territorio. Insomma se sommiamo Giubileo, Expo e questi marchi per Roma si apre un periodo davvero fecondo. Quindi adeguiamo trasporti (per primi i taxi, stiamo vedendo cose folli in questi mesi) e la sicurezza (strade illuminate e presidi di polizia) e ce la faremo”.

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