Fondo Garanzia, Astoi delusa per aumenti

L’associazione qualche mese fa aveva proposto leggero incremento tariffe aeroportuali

"Ormai abbiamo capito che la politica è incapace di fornire risposte concrete alle esigenze delle imprese del settore turistico, ma, sinceramente, credevamo che almeno le esigenze dei consumatori-turisti potessero avere maggiori chances di ascolto". Con queste parole, Nardo Filippetti, presidente di Astoi, commenta l'aumento dal 2% al 4% della quota stornata dal premio delle polizze di assicurazione obbligatoria – versato esclusivamente da TO e adv – come fonte di alimentazione dell'attuale Fondo di Garanzia.  
"La nostra associazione, che del Fondo di Garanzia ha fatto uno dei suoi principali cavalli di battaglia, ha recentemente proposto un emendamento all'art. 5 del dl 588 'Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Ue per evitare tale incremento. Siamo infatti profondamente convinti che non sia questa la soluzione utile ad ovviare all'incapienza del Fondo, che ha generato una specifica procedura di infrazione comunitaria nei confronti del nostro Paese. Sappiamo fin troppo bene – prosegue Filippetti – che il Fondo non dispone di risorse sufficienti a coprire non solo i tanto declamati 'fallimenti dei tour operator', ma neppure i rimpatri per crisi ed emergenze quali, ad esempio, catastrofi naturali o disordini politici. Casi ai quali i tour operator, da soli, hanno storicamente fatto fronte sostenendo considerevoli oneri per riproteggere i propri clienti. Il nostro emendamento – conclude Filippetti – prevedeva il mantenimento del 2% e, in aggiunta, proprio per rendere il Fondo efficace e capiente, prevedeva di destinarvi altre risorse provenienti da un minimo incremento dei diritti d'imbarco aeroportuali, 0,50 centesimi, a copertura di emergenze legate anche all'attività dei vettori aerei".

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