mercoledì, 3 Marzo 2021

I musei riaprono in zona gialla, ma Amaci chiede maggiore coinvolgimento

Dal Maxxi di Roma ai Musei Civici di Venezia passando per il Mart di Trento, alla Gam di Torino e al Museo Marino Marini di Firenze, 24 tra i più importanti musei d’arte contemporanea del nostro Paese aderenti ad AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, chiedono al premier Giuseppe Conte e al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini di riconsiderare le norme vigenti e in particolare il vincolo dell’apertura nei soli giorni feriali, alla luce della parziale riapertura al pubblico dei musei e dei luoghi della cultura nelle zone gialle.

Secondo AMACI, infatti, questa riapertura parziale rischi di penalizzare ulteriormente ruolo e funzione sociale dei musei. A undici mesi dall’inizio della pandemia, l’indice di contagio in territori vasti come le Regioni non può più essere l’unico elemento a determinare la chiusura o la riapertura di queste istituzioni. Per questo, AMACI chiede che “i musei e i loro rappresentanti vengano coinvolti nella valutazione sulle riaperture di questi luoghi in relazione, non soltanto all’indice del contagio, ma anche alla densità della popolazione e alla media annuale dei visitatori, in modo che possano essere fatte tutte le valutazioni necessarie affinché riescano a mantenere vivo il legame con il proprio pubblico e con il proprio territorio”.

 

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