Il paradosso dell’esame delle guide turistiche su luoghi mai visitati
12 Marzo 2026, 11:31
Sono iniziate lo scorso lunedì 9 marzo le prove orali e tecnico-pratiche del primo Esame Nazionale di abilitazione alla professione di Guida Turistica. Dopo la prova scritta di novembre, superata da meno del 2% dei partecipanti, solo 230 aspiranti guide affrontano le fasi finali della procedura.
Il Comitato Guide Future ha assistito alle prime sessioni d’esame, raccogliendo osservazioni e testimonianze che di seguito riportiamo.
Lo svolgimento delle prove
La prova orale mattutina prevede l’estrazione di una busta contenente cinque siti tra gli oltre 500 della Sezione I del programma. Il candidato sceglie uno dei siti e dispone di circa dieci minuti per illustrarlo, integrando – dove possibile – collegamenti interdisciplinari alle materie previste dal bando. Segue una
breve esposizione in lingua straniera.
Nel pomeriggio si svolge la prova tecnico-pratica: il candidato estrae un sito tra quelli della Sezione III, visiona un video di un paio di minuti e simula una visita guidata del luogo, anche brevemente in lingua straniera.
Nelle prime due giornate, 9 e 10 marzo, tutti i candidati e tutte le candidate presenti hanno superato le prove e ottenuto l’abilitazione (3 gli assenti)
“Il livello di preparazione dei candidati è indubbiamente buono – osserva Francesca Pannuti, presidente del Comitato Nazionale Guide Future -. Tuttavia, nella prova tecnico-pratica l’immersione nel contesto è difficile da ricreare, soprattutto quando si tratta di siti che i candidati non hanno mai visitato. Con i commissari nel ruolo di turisti, l’interazione è limitata e le domande sono rare, rendendo complesso
riprodurre il contesto reale di una visita guidata. Le due prove, orale e tecnico-pratica, risultano quindi molto simili tra loro, quasi sovrapponibili. Non potendole accorpare per ragioni normative, sarebbe opportuno prevedere più commissioni parallele per rendere l’iter più rapido ed efficiente. Con l’attuale
organizzazione serviranno, infatti, due mesi per esaminare poco più di 200 candidati”.
Le prime prove orali sembrano dunque confermare quanto il Comitato Nazionale Guide Future denuncia da mesi: il tema non è la severità dell’esame, ma la sua impostazione, a partire da un programma enciclopedico e sproporzionato rispetto alle competenze richieste dalla professione e al percorso d’esame di natura abilitante e non concorsuale per un numero limitato di posti disponibili.
Pertanto, il Comitato, che ha già raccolto quasi 4.000 firme, rilancia la petizione https://www.change.org/riformaesameguideturistiche e rinnova l’appello al MiTur affinché venga aperto un tavolo di confronto per ridefinire il programma e renderlo coerente con la natura abilitativa, e non concorsuale, dell’esame. “È inoltre fondamentale conoscere, quanto prima, i tempi del prossimo
bando, che per legge dovrebbe essere garantito con cadenza annuale”, conclude.