sabato, 23 Ottobre 2021

Le aziende alberghiere: più aiuti per sopravvivere, a rischio sistema neve

Con il nuovo DPCM gli alberghi, già provati da quasi 10 mesi di fermo, incassano l’ennesimo duro colpo. Le misure del nuovo DPCM pur non chiudendo direttamente le strutture, di fatto bloccano nuovamente le attività del settore. A lanciare l’allarme è Confindustria Alberghi secondo cui “le misure previste nel DL Ristori non possono in alcun modo compensare le perdite che hanno colpito il settore e che a questo punto sappiamo andranno a crescere ancora nei prossimi mesi; in più sono rimaste irrisolte alcune criticità che avevamo già evidenziato, quali ad esempio il riferimento alle perdite del mese di aprile 2020 su aprile 2019 che per tutto il settore stagionale e per molte aziende risulta preclusivo ed impedisce l’accesso stesso alla misura”.

“Le misure messe in campo sino ad oggi -sottolinea Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente di Confindustria Alberghi – hanno arginato solo in minima parte le criticità specifiche del mondo alberghiero e per questo chiediamo maggiore supporto per il settore, misure robuste che possano mettere in sicurezza le aziende. Un supporto che passa anche per la risoluzione del problema del tetto agli aiuti di stato che rischia di condizionare l’efficacia anche delle misure già adottate. Se non si darà rapidamente corpo alle modifiche introdotte dall’Europa per permettere quanto meno alle misure a copertura dei costi fissi di superare il limite degli 800.000 euro, nel settore alberghiero saranno ben poche le aziende che potranno sopravvivere.

Le città sono ferme da marzo, ora la stagione invernale è fortemente a rischio. Con lo stop di questi giorni il sistema della neve non può rischiare di non partire, ma se non si attiva ora c’è il pericolo che se anche ci dovessero essere le condizioni per un’apertura più avanti, le piste non abbiano l’innevamento. Siamo allo stremo e rischiamo una sentenza di chiusura irreversibile. Serve un cambio di passo – conclude – con un sostegno forte, strutturato e consapevole della drammatica realtà del settore”.

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