lunedì, 23 Novembre 2020

Franceschini: investiremo su vacanze italiane, bonus in discussione

Un tax credit per il turismo “che qualcuno ha chiamato bonus vacanze, in Italia evidentemente, che consenta di dare liquidità e sostegno alle imprese e di aiutare le famiglie che hanno un reddito medio-basso ad andare in vacanza avendo un sostegno economico”. Sono tra le misure allo studio, ha ribadito Dario Franceschini, ministro dei beni culturali e del turismo, nel Question Time di ieri pomeriggio alla Camera. “Non dico le quantificazioni di queste misure, perché sono oggetto di discussione all’interno del governo in questi giorni”.

“Se è evidente che l’assenza di turismo internazionale durerà per un lungo arco di tempo, è anche evidente che per la stessa ragione gli italiani non andranno in vacanza all’estero per molto tempo. Bisogna fare un grande investimento sulle vacanze italiane. Fare promozione, sto chiedendo risorse per questo. Aiutare gli operatori del settore” ha sottolineato Franceschini. Ma, ha precisato, “non sono in condizione di dire da quando sarà possibile riaprire uno stabilimento balneare. Stiamo studiando tutte le misure che consentano la riapertura di tutti ii settori in condizioni di sicurezza. E le imprese devono saperlo in anticipo”. “Non voglio annunciare misure che sono in fase di preparazione perché si crea un’aspettativa che non si è in grado di soddisfare completamente” ha chiarito Franceschini.

Tra le cose che ha annunciato: “sto chiedendo  – ha detto – un’estensione del credito di imposta sulle locazioni anche per gli alberghi e le strutture ricettive. Un credito di imposta che sia relativo alla perdita di fatturato di quest’anno rispetto all’anno scorso e delle misure che estendano le tutele ai lavoratori stagionali”.

Franceschini ha anche ricordato che è stato introdotto, nei primi provvedimenti,  “un voucher che ha evitato che le agenzie di viaggio e gli alberghi restassero schiacciati tra i clienti che chiedevano il rimborso per le prenotazioni saltate e i fornitori di servizi che chiedevano di essere pagati”.

Inoltre il ministro non si è sbilanciato sulle date di riapertura dei concerti, dei teatri, del  cinema. “Per mostre e musei penso, ma devo confrontarmi su questo, possano riaprire prima se sono in grado di garantire tutte le misure di sicurezza, mascherine, distanziamento, evitare le file” ha spiegato il ministro. “Nessuno pensa che l’offerta online si debba sostituire all’offerta dal vivo. In questa fase potrebbe essere una risorsa necessaria perchè i teatri possano svolgere i loro spettacoli, offrirli online fino alla riapertura. E dopo se funzionerà potrebbe integrarla ma mai sostituirla. Lo spettacolo si chiama dal vivo, non  a caso” ha detto Franceschini.

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